Vanno ripensati i confini della citta’ per migliorare il trasporto su ferro e gomma

Gen 07, 17 Vanno ripensati i confini della citta’ per migliorare il trasporto su ferro e gomma

Dal Corriere di Siena del 7 gennaio 2017.
Nella mia vita da pendolare per anni ho viaggiato tra Siena a Pisa vivendo i disagi dei tanti senesi che ogni giorno devono passare da Empoli per raggiungere il capoluogo o la costa.
Viviamo in una provincia dal paesaggio straordinario, ma carente dal punto di vista infrastrutturale. La tratta ferroviaria tra Siena e Firenze sembra più un percorso turistico che la via obbligata per chi deve muoversi per ragioni di studio e lavoro. E’ un po’ come se centinaia di pendolari dovessero, ogni giorno, prendere la funivia con il beneficio di vedere le vette delle montagne.
Il viceministro delle Infrastrutture Nencini, nei giorni scorsi, ha elencato le risorse per le opere toscane. Tra queste alcune sono destinate all’elettrificazione della tratta Empoli-Siena ed il raddoppio della Empoli-Granaiolo. Quest’ultimo traguardo è frutto dell’impegno degli amministratori locali e dei parlamentari del territorio. Dopo il raddoppio del binario fra Poggibonsi e Certaldo, inaugurato nel giugno 2006, il tratto di 11 km fra Granaiolo ed Empoli consentirà di ridurre la durata dei collegamenti ferroviari tra Siena-Firenze a un’ora, e tra Poggibonsi e Firenze a circa 40 minuti, utili anche per raggiungere l’unico nodo di scambio dell’alta velocità presente nella nostra Regione. E soprattutto garantirà un maggiore rispetto degli orari ed un eventuale potenziamento dei collegamenti.
Anche l’elettrificazione sarà benvenuta, per garantire un trasporto dignitoso dei passeggeri, (oggi spesso non lo è) e offrire servizi aggiuntivi, come il wifi. Non riuscirà però ad incidere sui tempi di percorrenza perché su una linea che rimane a binario singolo da Poggibonsi a Siena, ogni intervento presenta molti problemi.
Vi sono tempi brevi, nei quali deve essere massima l’attenzione della politica nell’allocazione delle risorse e nella realizzazione delle opere programmate. Vi sono tempi medi per pensare al futuro del territorio. Siena e la Valdelsa per crescere dovranno affrontare la sfida posta dagli impegni europei che prevedono di trasferire il 30% del trasporto merci dalla gomma sul ferro entro il 2030 e il 50% ed entro il 2050. Dobbiamo cominciare a riflettere su quale sia il punto di attracco-nord ottimale per la città capoluogo ed il suo circondario. Io credo che i confini e lo sviluppo urbanistico della città capoluogo debbano essere discussi con serietà rispetto ad una prospettiva che riguarda tutti i cittadini di Siena e dei comuni limitrofi. Questo riguarda anche i servizi di trasporto, che devono definire obiettivi realistici per costo e per utenza. Adesso la priorità è quella di avere un servizio su gomma affiancato da un servizio ferroviario competitivo, o almeno integrato per orari e offerta”.

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