Universita’ e ricerca ad un svolta

Apr 05, 16 Universita’ e ricerca ad un svolta

Il mondo dell’università e della ricerca è ad un punto di svolta tra un possibile rilancio ed un pericoloso arretramento.
Oggi si svolge presso l’Università degli Studi di Siena l’iniziativa organizzata nell’ambito della campagna Crui ‘Per una nuova primavera dell’Università’. Siena ha scelto di dare a questa giornata una prospettiva internazionale, attraverso testimonianze di studio e di ricerca in altri paesi europei.
L’Italia ha affrontato la crisi economica diminuendo l’investimento pubblico in ricerca, tagliando le spese in un settore che invece rappresenta il motore principale per il rilancio dell’economia del Paese. I risultati sono evidenti: calo delle immatricolazioni, calo del personale docente, rinuncia allo studio ed alla formazione quali strumenti di crescita ed affermazione sociale. Ma gli effetti sono evidenti anche per il sistema economico: calo della competitività, alto tasso di disoccupazione ed altissimo tasso di disoccupazione giovanile.
Al livello nazionale abbiamo compiuto dei passi in avanti, con lo stanziamento di risorse necessarie alla chiamata di mille ricercatori, e l’avvio di un sistema che consentirà, a studiosi affermati al livello internazionale, di inserirsi nelle nostre università nei ruoli di ordinario ed associato. Restano però da affrontare la provincialità e l’autoreferenzialità che caratterizzano alcuni elementi dell’università italiana, nella didattica e nella selezione del personale docente. Dobbiamo farlo, valorizzando il lavoro dei ricercatori e dei centri di ricerca capaci di attivare reti internazionali, accedere finanziamenti esteri, oltre che attrarre studenti e docenti stranieri. In questo senso il confronto con altre realtà internazionali può fornire alcuni spunti per orientare le scelte del paese in tema di università e ricerca.

1 Commento

  1. Giuseppe Martino Di Giuda /

    Tutte ottime iniziative di cui però si fa fatica a vedere un processo strategico. Il blocco, attuale delle abilitazioni rischia di essere vissuto come la creazione di una riserva della mediocrità.

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