Una legge di civilta’

Ott 18, 16 Una legge di civilta’

Alla Camera, con 346 voti a favore e nessuno contrario, abbiamo approvato in via definitiva la nuova legge contro il caporalato. È un fenomeno che, secondo le stime sindacali e delle associazioni di volontariato, coinvolge in agricoltura circa 400.000 lavoratori in Italia e negli ultimi 25 anni ha assunto caratteristiche nuove con manodopera e sfruttamento spesso di origine non italiana. Un fenomeno che spesso, sbagliando, pensiamo legato solo ad alcuni settori dell’agricoltura, ed alcune aree del Paese. Non è così, come ci siamo accorti qualche giorno fa scoprendo che una grande azienda vitivinicola di Tavarnelle Val di Pesa sfruttava da anni profughi provenienti dal Pakistan e dall’Africa nelle vigne e nelle olivete del Chianti.
Non sono solo i pomodori ad essere il frutto dell’ingiustizia, ma purtroppo in qualche caso anche il vino e l’olio, magari con l’etichetta che ne dimostra la denominazione d’origine controllata e garantita.
Ed è per questo che la nuova legge oltre a stabilire un inasprimento delle pene, la responsabilità del datore di lavoro e il controllo giudiziario sull’azienda che consentirà di non interrompere l’attività agricola, rafforza la “Rete” del lavoro agricolo attraverso un’articolazione territoriale con compiti di promozione di modalità sperimentali di intermediazione tra domanda e offerta di lavoro. Una rete di cui viene ampliata la platea dei partecipanti (scuole, università, patronati, associazioni di datori di lavoro e lavoratori) e che servirà a certificare, per le aziende che vi aderiscono, i requisiti di legalità e rispetto delle disposizioni vigenti in materia di lavoro.
La nuova legge inoltre stabilisce un piano di interventi a sostegno dei lavoratori che svolgono attività stagionale di raccolta dei prodotti agricoli, ed un fondo anti-tratta finanziato attraverso i proventi delle confische ordinate a seguito di sentenza di condanna per intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro.

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