Su laurea e lavoro coinvolgiamo anche gli ex alunni

Feb 04, 16 Su laurea e lavoro coinvolgiamo anche gli ex alunni

Dal Corriere Fiorentino del 4 febbraio 2015

Caro direttore,

il dibattito che si è sviluppato sulle pagine del Corriere Fiorentino intorno al percorso laurea-lavoro è utile. La distanza tra titolo di studio e opportunità di lavoro in Italia ha dimensioni drammatiche. Le cause si ritrovano nella domanda, nell’offerta di lavoro e nell’intermediazione tra sistema di istruzione e mondo del lavoro. Questa deve consentire un miglior rapporto tra domanda ed offerta, ed i programmi di incontro sono stati individuati come prioritari dal Governo. C’è inoltre la questione della struttura imprenditoriale, costituita principalmente da piccole imprese a gestione familiare che ha più difficoltà ad assorbite giovani laureati ed in generale a valorizzare il capitale umano.

Le conseguenze di questo fenomeno sono un alto livello di disoccupazione per i neolaureati ed una crescita dell’emigrazione. Secondo i dati dell’Anagrafe degli italiani residenti all’estero, nel 2014 sono stati 101.297 gli emigrati. Metà di questi ha un’età compresa tra i venti e i quarant’anni. Sono i Paesi di destinazione a godere di un vantaggio competitivo dato dalle opportunità lavorative e dal sistema di welfare.

Il 62% degli italiani laureati tra i 25 ed i 34 anni aveva una occupazione stabile nel 2014, un livello comparabile a quello delle Grecia, tra i più bassi della media dei paesi Ocse (82%). In Toscana le aspettative occupazionali delle imprese indicano che delle 47.910 assunzioni programmate nel 2015 solo 4.240 (il 9%) erano rivolte a laureati. Ciò che possiamo fare è attivare un terreno di confronto in cui Università e scuole di formazione, imprese e pubblica amministrazione, operino sullo stesso piano. Esistono alcuni esempi in questo senso anche nel nostro territorio come l’Its «Nuove tecnologie per la Vita» che comprende scuole superiori, enti di formazione, imprese, i tre atenei toscani e gli enti locali, che propone corsi post diploma per formare figure professionali nel settore strategico delle scienze della vita.

Dobbiamo rafforzare le relazioni con chi ha lasciato l’Italia: abbiamo dato continuità al cosiddetto «rientro dei cervelli» con il decreto legislativo per la crescita e l’internazionalizzazione delle imprese, con la recente legge di stabilità siamo poi intervenuti sul sostegno alla cultura e della lingua all’estero per 3,4 milioni.

Dobbiamo sfruttare al meglio le reti di relazioni legate alla conoscenza e devono attivarsi i singoli soggetti piuttosto che attendere l’intervento del legislatore. Un esempio utile in questo senso sono le alumni associations delle università. In molti Paesi, questi soggetti sono capaci di mobilitare risorse sia economiche che relazionali per sostenere i corsi di studio ed i percorsi di inizio carriera per i giovani laureati, coinvolgendo quelle figure professionali che in passato si sono formate nelle rispettive università.

Dobbiamo infine mettere alla prova coloro che identifichiamo come potenziali attori di nuove attività, e la Toscana su questo può già vantare credibilità politica e amministrativa. Adesso occorre impegnarsi ad ogni livello per i modelli vincenti con scelte amministrative ed adeguati finanziamenti.

Luigi Dallai deputato Pd, membro della Commissione Cultura della Camera

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