Scienze della Terra… quale futuro?

Set 17, 13 Scienze della Terra… quale futuro?

Ho partecipato alla tavola rotonda organizzata dal Forum Italiano di Scienze della Terra “Le Geoscienze per la Società” presso il Palazzo dei Congressi a Pisa. Qui trovate una galleria di immagini e la presentazione della iniziativa a cura del FIST.

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Le Scienze della Terra rivestono un ruolo strategico per lo sviluppo economico e sociale di qualunque nazione, con applicazioni fondamentali nel campo delle energie alternative, del reperimento e corretta gestione delle georisorse (in particolare quelle idriche), della difesa del suolo, della mitigazione dei rischi naturali, della sicurezza ambientale, della valorizzazione del territorio, della green economy. A fronte di tutto questo la comunità tecnica, scientifica e professionale che fa riferimento alle Scienze della Terra in Italia sta attraversando un momento di difficoltà senza precedenti nella storia del Paese. Questo stato di crisi è determinato da una serie di concause, tra cui l’insufficiente attenzione verso le attività di ricerca e di formazione dei Geologi e verso le loro applicazioni professionali, la scarsa considerazione per i drammatici ed endemici problemi dell’ambiente e del territorio antropizzato, la sostanziale indifferenza delle istituzioni verso la gloriosa cultura geologica nazionale. A queste cause “esterne” è corretto aggiungere una tra-dizionalmente scarsa propensione del mondo della ricerca a tenere attivo il dialogo con le isti-tuzioni, investendo su quegli elementi di connessione con la Società che possono far percepire le Scienze della Terra come qualcosa di “utile”. L’insieme di queste circostanze ha purtroppo già avuto e può ancora avere un costo sociale ed economico pesantissimo per le politiche territoriali, ambientali ed energetiche del Paese: un costo che rischia di concretizzarsi in un insostenibile lascito per le generazioni future. La Tavola Rotonda intende analizzare le cause del rapido e drammatico declino delle Scienze della Terra in Italia con l’aiuto di ospiti illustri e qualificati in rappresentanza del Governo, del-le forze politiche, del mondo accademico e scientifico e del mondo delle professioni. Intende inoltre richiamare l’attenzione sulla necessità di proteggere, valorizzare e incrementare que-sto patrimonio di conoscenza, che in alcuni settori disciplinari riveste caratteristiche di unicità a livello mondiale, invertendo una tendenza ormai ultraventennale. Per fare ciò, consapevole del momento storico in cui si trova il nostro Paese, la comunità delle Scienze della Terra pone all’attenzione degli invitati alla Tavola Rotonda un obiettivo di alto valore simbolico e sostanziale: l’avvio di un progetto rinnovato e integrato di Cartografia Geo-logica Nazionale, rilancio del programma CARG ormai arenato da molti anni, finalizzato a completare in dieci anni la Carta Geologica d’Italia alla scala 1:50.000 con il concorso delle Re-gioni, degli Enti Pubblici di Ricerca, delle Università e dei Geologi liberi professionisti. In que-sto quadro sinottico troverebbero spazio appropriato anche la cartografia geologica marina e quella tematica, con particolare riguardo alla corretta gestione di tutte risorse naturali, alla pericolosità naturale e alla mitigazione dei rischi associati. In questa proposta il Servizio Geologico d’Italia verrebbe riconfigurato come un Servizio Geo-logico Nazionale Distribuito, strutturato in un sistema federale con i Servizi Geologici delle Re-gioni, con forti collegamenti con le Università e gli Enti di Ricerca. Attraverso una razionalizzazione e un rilancio dei Dipartimenti di Scienze della Terra universi-tari, oggi in grave crisi, il progetto favorirebbe l’impiego di forze giovani e motivate, creando preziose opportunità di lavoro e di selezione di talenti scientifici in un contesto altrimenti a-sfittico e invertendo una tendenza che tra pochi anni potrebbe costringerci a importare geo-scienziati dall’estero. I geoscienziati convenuti a Pisa sanno che c’è un Paese intero che aspetta risposte e chiede sicurezza. Eredi di una storia di 140 anni fatta di eccellenze e di scoperte, essi rappresentano una comunità che chiede solo di poter fare bene il proprio lavoro e di farlo in Italia, nell’inte-resse dei propri concittadini. E che ascolterà con attenzione le opinioni degli invitati alla Tavo-la Rotonda.

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