Ripartire dal Santa Maria della Scala per rilanciare Siena

Ott 05, 14 Ripartire dal Santa Maria della Scala per rilanciare Siena

Dal Corriere di Siena di domenica 5 ottobre 2014

“Ripartire dal Santa Maria della Scala per costruire nuove prospettive di sviluppo, scongiurando la chiusura, anche temporanea, di un luogo simbolo della città e della sfida per Siena 2019”. Con queste parole Luigi Dallai, deputato del Pd parla del SmS.

“In questi mesi, grazie anche al lavoro della Commissione Cultura – sottolinea Dallai – il Santa Maria è stato al centro di un percorso, serio e concreto, culminato con l’approvazione, da parte del consiglio comunale, delle linee di indirizzo per il suo rilancio. Un impegno che affonda le radici nei primi anni Novanta, grazie alla lungimiranza degli amministratori e della classe politica senese di allora, in particolare del centrosinistra, che individuò, nel SmS e nel suo recupero, la possibilità di riqualificare un pezzo di città ed una parte significativa delle politiche culturali future del nostro territorio. Oggi il nuovo progetto punta a dare stabilità e autonomia attraverso una Fondazione pubblico – privata, che dovrà sviluppare progetti e intercettare risorse per garantirne la continuità di apertura e attrarre visitatori, grazie a una programmazione culturale di lungo periodo e dal profilo internazionale”.

“L’incontro tra passato e contemporaneità – afferma Dallai – potrà far crescere il SmS solo se affidato ad esperti riconosciuti sul piano nazionale e internazionale. L’obiettivo è sviluppare un modello per i visitatori, ma soprattutto vissuto e tenuto vivo dai senesi. E’ necessario accordare gli spazi garantendo uno sviluppo armonico alle diversità del complesso. Penso, ad esempio, a una Project Room per la contemporaneità, le arti visive e performative, ma anche ad aree che funzionino da incubatori per l’imprenditoria culturale e le nuove tecnologie. Gli spazi interni dovranno interagire in maniera più funzionale con Piazza del Duomo. L’apertura dell’ufficio turistico e la riapertura dell’ingresso originario sono dei passi in avanti”.

“La centralità culturale del complesso passa anche dalla possibilità di riunire al suo interno le opere dei Musei Civici Senesi, della Pinacoteca Nazionale e del Museo Diocesano e dal fare della sua storia un ulteriore elemento di unicità. Il Santa Maria è, infatti, uno dei primi spedali europei, fondato per accogliere i pellegrini della Francigena, sostenere i poveri e farsi carico dei bambini abbandonati. E’ questa la sua natura che merita di essere valorizzata, affrontando il significato che hanno avuto nella storia il pellegrinaggio, l’accoglienza e la solidarietà”.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *