Rilanciare il dialogo dentro il Pd

Giu 29, 16 Rilanciare il dialogo dentro il Pd

Intervista alla Nazione Siena del 29 giugno 2016
«UN RISULTATO negativo che ci deve spingere a fare meglio, politicamente a anche a livello amministrativo». Non cerca attenuanti Luigi Dallai, parlamentare Pd, nel commentare l’esito dell’ultimo turno elettorale.
Questo risultato a cosa è dovuto?
«Certamente ad alcuni fattori locali, relativi cioé ai Comuni dove si  è andati al voto. Ha certamente pesato anche la disaffezione del corpo elettorale, ma complessivamente il risultato non certo esaltante per il Pd credo sia dovuto che il problema principale, ovverosia l’eccessiva confilittualità all’interno del partito».
Credi ci sia un problema anche di leadership nazionale?
O legato alla figura del segretario- premier?
«Sono da sempre favorevole all’unificazione dei due ruoli, piuttosto credo che il Pd abbia dato per scontato il radicamento sul
territorio che invece è una cosa da coltivare giorno per giorno, soprattutto a livello di circoli».
C’è dunque una questione di militanza nel partito…
«Per un po’ ci siamo detti che la crisi del partito era dovuto ai talkshow, dove si era trasferito il dibattito politico. Adesso che i talk show sono ‘finiti’ a chi daremo la colpa della mancanza di dialogo dentro il Pd? Io credo che sia meglio rimboccarsi le maniche e rilanciare l’azione, prendendosi ciascuno le proprie responsabilità cosa che io per primo faccio».
Dopo le amministrative, Siena resta l’unico capoluogo della Toscana del Sud a guida Pd…
«Intanto, vediamo come in Toscana l’alternanza sia fra il centrodestra e il centrodestra e come dunque l’antipolitica non sfondi, anzi resti confinata nei contenitori tradizionali. Il che significa anzitutto che qui il tessuto politico ha resistito, sebbene sia altrettanto vero come l’elettorato cinque stelle risulti poi determinante ai ballottaggi»
Siena rischia di cambiare colore politico?
«I primi due anni dell’attuale amministrazione sono stati impiegati a recuperare risorse e ricostruire un rapporto con le forze politiche. Adesso serve che la discussione non sia più sui programmi, ma si sposti sull’azione politica e amministrativa.
Questa giunta nonostante le difficoltà ha messo in campo dei progetti, alcuni anche importanti, e adesso è il momento di realizzarli».
In attesa delle prossime elezioni, a Siena ci sono state quelle per il nuovo rettore. E’ contento della scelta di Frati?
«Sì, perché credo che abbia la cultura per interpretare i bisogni dell’ateneo in relazione con i rapporti con l’estero, la ricerca di
partner privati e soprattutto riqualificare i settori più in sofferenza in questi ultimi anni».
Francesco Meucci
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