Presentata un’ interpellanza urgente sulla possibile soppressione di alcuni treni intercity che attraversano la Toscana.

Nov 05, 13 Presentata un’ interpellanza urgente sulla possibile soppressione di alcuni treni intercity che attraversano la Toscana.

Insieme ad altri 31 colleghi eletti in diverse regioni italiane ho presentato un’ interpellanza urgente al ministro delle Infrastrutture sulla possibile soppressione, da parte di Trenitalia, di dodici intercity che attraversano la Toscana.

Di seguito l’elenco dei firmatari ed il testo dell’ interpellanza.

Link Camera

ATTO CAMERA
INTERPELLANZA URGENTE 2/00276
Dati di presentazione dell’atto
Legislatura: 17
Seduta di annuncio: 110 del 04/11/2013

Firmatari
Primo firmatario: DALLAI LUIGI
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 31/10/2013

Elenco dei co-firmatari dell’atto
Nominativo co-firmatario Gruppo Data firma
DONATI MARCO PARTITO DEMOCRATICO 31/10/2013
PARRINI DARIO PARTITO DEMOCRATICO 31/10/2013
FARAONE DAVIDE PARTITO DEMOCRATICO 31/10/2013
DI MAIO MARCO PARTITO DEMOCRATICO 31/10/2013
GELLI FEDERICO PARTITO DEMOCRATICO 31/10/2013
BIFFONI MATTEO PARTITO DEMOCRATICO 31/10/2013
BINI CATERINA PARTITO DEMOCRATICO 31/10/2013
LOTTI LUCA PARTITO DEMOCRATICO 31/10/2013
MAGORNO ERNESTO PARTITO DEMOCRATICO 31/10/2013
ERMINI DAVID PARTITO DEMOCRATICO 31/10/2013
BONAFE’ SIMONA PARTITO DEMOCRATICO 31/10/2013
CENNI SUSANNA PARTITO DEMOCRATICO 31/10/2013
CARRESCIA PIERGIORGIO PARTITO DEMOCRATICO 31/10/2013
ANZALDI MICHELE PARTITO DEMOCRATICO 31/10/2013
BOSCHI MARIA ELENA PARTITO DEMOCRATICO 31/10/2013
MARIANI RAFFAELLA PARTITO DEMOCRATICO 31/10/2013
BRAGA CHIARA PARTITO DEMOCRATICO 31/10/2013
RICHETTI MATTEO PARTITO DEMOCRATICO 31/10/2013
MALPEZZI SIMONA FLAVIA PARTITO DEMOCRATICO 31/10/2013
DE MENECH ROGER PARTITO DEMOCRATICO 31/10/2013
BRATTI ALESSANDRO PARTITO DEMOCRATICO 31/10/2013
FONTANELLI PAOLO PARTITO DEMOCRATICO 31/10/2013
COPPOLA PAOLO PARTITO DEMOCRATICO 31/10/2013
TERROSI ALESSANDRA PARTITO DEMOCRATICO 31/10/2013
NARDELLA DARIO PARTITO DEMOCRATICO 31/10/2013
ZANIN GIORGIO PARTITO DEMOCRATICO 31/10/2013
VENTRICELLI LILIANA PARTITO DEMOCRATICO 31/10/2013
MANZI IRENE PARTITO DEMOCRATICO 31/10/2013
CARRA MARCO PARTITO DEMOCRATICO 31/10/2013
SANI LUCA PARTITO DEMOCRATICO 31/10/2013
SENALDI ANGELO PARTITO DEMOCRATICO 31/10/2013
Destinatari
Ministero destinatario:

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE
MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE delegato in data 31/10/2013
Stato iter: IN CORSO
Atto Camera

Interpellanza urgente 2-00276
presentato da
DALLAI Luigi
testo di
Lunedì 4 novembre 2013, seduta n. 110
I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro dell’economia e delle finanze, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, per sapere – premesso che:
l’articolo 16 della Costituzione sancendo che «Ogni cittadino può circolare …liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale», salvo deroga imputabile a motivi di sanità e sicurezza, configura il diritto alla mobilità ponendo conseguentemente in capo allo Stato l’onere di costituire le condizioni di diritto e di fatto ad esso conseguenti;
un sistema di mobilità pubblica moderna ed efficiente rappresenta un obiettivo strategico per la costruzione di politiche tese a promuovere sviluppo sostenibile, strategie di crescita economica e di progresso sociale, migliori condizioni di tutela della salute dei cittadini;
sono 2 milioni e 903 mila, i pendolari che utilizzano quotidianamente in Italia i servizi su rotaia: a dirlo è il rapporto «Pendolaria 2012» di Legambiente, che dal 2007 a oggi ha registrato un incremento del 20 per cento del numero dei viaggiatori giornalieri italiani;
in particolare il servizio dei treni intercity rappresenta, per una ampia e diversificata fascia di utenza, su tutto il territorio nazionale, un mezzo di trasporto pubblico fondamentale per garantire il diritto alla mobilità ai cittadini che sono costretti quotidianamente ad affrontare spostamenti per motivi di lavoro, studio o salute;
l’offerta di servizi per i pendolari è infatti basata essenzialmente sul trasporto pubblico regionale su ferro, finanziato dalle regioni, e dall’interazione con i treni intercity che, sulle lunghe percorrenze di carattere interregionale, rappresentano, per altro, l’unico mezzo disponibile presso molte stazioni capoluogo di provincia o con un bacino di area vasta anch’esso interregionale;
il Contratto di servizio pubblico – si legge sul sito internet di Trenitalia – è un atto stipulato tra l’autorità pubblica (Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e Ministero dell’economia e finanze) e Trenitalia allo scopo di garantire il diritto alla mobilità, tramite servizi di trasporto effettuati per soddisfare esigenze sociali, ambientali e di assetto del territorio, e per far fronte all’esigenza di garantire particolari condizioni e tariffe a specifiche categorie di passeggeri. Nella misura in cui tali servizi siano in contrasto con l’interesse commerciale dell’impresa, l’autorità pubblica, a fronte dell’obbligo di produzione di detti servizi, è tenuta a corrispondere a Trenitalia un’adeguata compensazione economica;
con il contratto di servizio pubblico l’azienda è impegnata a garantire:
l’adozione di una politica di prezzi, legata al raggiungimento degli obiettivi fissati nel contratto;
la manutenzione ordinaria e straordinaria del materiale rotabile, che deve rispondere a caratteristiche di sicurezza, pulizia ed efficienza;
il Contratto di servizio segnala inoltre che «Trenitalia monitora costantemente la performance erogata per questi servizi, comunicando trimestralmente all’Autorità competente i risultati di questa analisi. Sono oggetto del Contratto di Servizio pubblico tutti i Treni notte e la maggior parte dei treni intercity»;
nonostante ciò si è verificato, negli ultimi anni, un progressivo ed inequivocabile ridimensionamento dei servizi ferroviari interregionali e nazionali (soprattutto nei treni intercity) non rientranti nell’alta velocità che ha penalizzato soprattutto gli utenti pendolari italiani che devono quotidianamente raggiungere le regioni limitrofe;
tali riduzioni si sommano ai già molti disservizi a cui sono sottoposti giornalmente i passeggeri che viaggiano sui treni Intercity tra cui: lunghi tempi di percorrenza; mancanza di puntualità; soppressione senza preavviso delle corse; carenza di informazione, non garanzia di partenza delle coincidenze; guasti tecnici; carrozze non adeguate e poco pulite; sovraffollamento dei convogli; condizioni precarie delle infrastrutture ferroviarie; aumenti delle tariffe non giustificati dalla bassa qualità e riduzione dei servizi offerti;
tali disfunzioni e inefficienze inducono quindi spesso i passeggeri a ricorrere al trasporto regionale, che risulta però scadente per ciò che concerne la qualità del materiale rotabile, decoro di viaggio, disponibilità di convogli, affollamento, riduzione delle corse, aumento dei tempi di percorrenza, ritardi molto pesanti e sistematici, guasti alle locomotrici e alle vetture;
va inoltre sottolineato che a causa dell’inadeguatezza infrastrutturale delle ferrovie italiane, la frequenza dei treni ad alta capacità che viaggiano sulle linee ad alta velocità ha creato ulteriori problemi al trasporto locale, dal momento che, in molte tratte, il transito degli intercity, soprattutto nelle fasce orarie di maggiore affluenza, è stato spostato sulle linee lente già sature per la presenza dei treni regionali;
da quanto è emerso, nei giorni scorsi, da organi di informazione Trenitalia avrebbe avanzato l’ipotesi di sopprimere 12 treni interregionali Intercity, che riguardano l’utenza di 9 regioni;
i Presidenti delle regioni interessate (Toscana, Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Liguria, Umbria e Campania) hanno inviato il 24 ottobre 2013 una lettera al Presidente del Consiglio dei ministri Enrico Letta, al Ministro dell’economia e delle finanze Fabrizio Saccomanni, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Maurizio Lupi, ed all’amministratore delegato di Trenitalia, Vincenzo Soprano, per esprimere la totale contrarietà delle nove regioni interessate all’ipotesi avanzata da Trenitalia di sopprimere 12 treni interregionali Intercity: «Con sempre maggior insistenza – riporta la lettera – ci giungono segnali sulla definitiva soppressione di ogni ormai residuo servizio Intercity sulla linea dorsale che collega capoluoghi ed importanti centri di Lombardia, Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio e Campania. Il danno che ne deriverebbe per i cittadini delle nostre regioni, e per i pendolari in particolare, sarebbe di assoluta gravità. Chiediamo di dissipare ogni dubbio sul mantenimento del servizio e comunque di convocare un incontro con la presenza dei vertici Trenitalia;
sempre secondo fonti di informazione il presidente della regione Toscana Enrico Rossi e l’assessore regionale ai trasporti Vincenzo Ceccarelli hanno incontrato, il 24 ottobre 2013, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Maurizio Lupi ottenendo «rassicurazioni sulla sua volontà di affrontare al più presto la questione». «Non è accettabile – ha spiegato dopo la riunione l’assessore Vincenzo Ceccarelli – ed è del tutto contraddittorio che da un lato si emani un decreto per fare sconti agli operatori dell’alta velocità, che genereranno minori introiti per 70 milioni a Rete ferroviaria Italiana e risparmi per 50 e 20 milioni a Trenitalia ed al gestore privato, mentre dall’altro lato si procede al taglio di servizi essenziali ed irrinunciabili per i cittadini»;
risulta quindi evidente che, qualora fosse attuata una ulteriore riduzione dei treni Intercity da parte di Trenitalia, verrebbero a mancare non solo il principio stesso del diritto alla mobilità, ma anche i contenuti del Contratto di servizio sopracitato –:
se i Ministri interpellati siano a conoscenza delle reali intenzioni di Trenitalia di sopprimere collegamenti intercity e nello specifico in quali tratte e quali bacini di utenza coinvolgono tali riduzioni di servizio;
se i Ministri interpellati non ritengano conseguentemente necessario assumere iniziative urgenti per evitare tali riduzioni di servizio insostenibili per garantire il diritto alla mobilità a milioni di cittadini a partire da una revisione ed aggiornamento del contratto nazionale di servizio con Trenitalia, per vincolare la società al rispetto di standard qualitativi effettivamente adeguati e promuovere un effettivo ottenimento di miglioramenti nel trasporto ferroviario pubblico.
(2-00276) «Dallai, Donati, Parrini, Faraone, Marco Di Maio, Gelli, Biffoni, Bini, Lotti, Magorno, Ermini, Bonafè, Cenni, Carrescia, Anzaldi, Boschi, Mariani, Braga, Richetti, Malpezzi, De Menech, Bratti, Fontanelli, Coppola, Terrosi, Nardella, Zanin, Ventricelli, Manzi, Carra, Sani, Senaldi».

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