Porteremo la crisi di Floramiata sul tavolo del ministero sviluppo

Ott 12, 15 Porteremo la crisi di Floramiata sul tavolo del ministero sviluppo

Dal Corriere di Siena di lunedì 12 ottobre.
“Interesseremo anche il ministero dello sviluppo economico relativamente alla crisi di Floramiata, crisi di una azienda che presenta una produzione molto caratteristica e un mercato assai apprezzato”, ha, detto in un passo delle sue dichiarazioni l’onorevole senese Luigi Dallai (Pd), il quale nella giornata di sabato era in visita all’Amiata, dove ha preso parte al convegno, che si è tenuto a Abbadia San Salvatore sul tema della biodiversità (colture e cultura alimentare in Amiata e Val d’Orcia) e dove ha potuto toccare con mano lo stato di tensione e di apprensione che il fallimento delle storiche serre ha provocato nelle comunità locali. E ha aggiunto: ‘Dovremo cercare di operare nel migliore dei modi per tutelare i posti di lavoro”. E, di seguito: “La regione va interessata, ma insieme alla regione vanno coinvolti i livelli nazionali, perché penso che a nessuno sfugga che Floramiata può essere una azienda che regge il mercato. Bisogna capire le modalità, in cui questo avviene. Il primo elemento è sicuramente il calore. Il solo calore geotermico, però, non basterebbee se non ci fossero esperienza e capacità floro-vivaistiche, che sono cresciute nel tempo. Il prodotto ha un suo valore e la possibilità – visti anche certi benefici – di stare sul mercato”. Nell’analizzare brevemente la storia dell’ azienda, e della sua endemica crisi, Dallai ha osservato: “Floramiata, come sapete benee ha dovuto affrontare numerose vicissitudini. C’è stata attenzione e nel corso degli anni e dei mesi sono state ascoltate le parti più volte. La proprietà ha sempre espresso punti di vista, sostanzialmente diversi. Al di là della situazione finanziaria, però, che ha determinato la messa in liquidazione dell’azienda, vanno evidenziati due assunti: esiste la risorsa calore e esistono le professionalità florovivaistiche. Compito delle istituzioni e della politica è far sì che le problematiche relative agli investitori vengano superate o comunque ridotte al minimo. Per come si è evoluta la situazione è opportuno coinvolgere in un tavolo di confronto i numerosi soggetti, dalle amministrazioni locali e regionali, ai rappresentanti dei lavoratori, la parte sensibile. Oggettivamente dobbiamo ricercare soluzioni possibili, che scaturiscano dall’ aver capito se la situazione finanziaria dell’azienda può essere risolta”. Una situazione già di per sé complessa, che può essere resa ancora più complicata dal fatto che l’exad di Floramiata servizi Marco Fabio Montanari ha manifestato l’intenzione di ricorrere verso la sentenza del tribunale di Siena, che ha decretato il fallimento della società. Quanto all’esercizio provvisorio predisposto dal curatore fallimentare per un breve periodo, Dallai ha commentato: “Al curatore interessa che la produzione e i lavoratori siano preservati, perché è nell’ interesse generale che l’azienda sia, produttiva e tutelata, al massimo, come può consentire a ripresa dell’attività, con un certo numero di addetti”. “A questo punto non si può dire molto di più. Occorre approfondire e capire bene il quadro in cui ci si muove. La cosa certa, è che va aperto quanto prima un tavolo sulle prospettive future di questa realtà lavorativa”.
Mariella Baccheschi
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