Politiche migratorie e accoglienza alla Festa de l’Unita’ di Sant’Andrea

Mag 23, 16 Politiche migratorie e accoglienza alla Festa de l’Unita’ di Sant’Andrea

Oggi lunedì 23 maggio, sarò alla Festa de l’Unità del Circolo Pd di Sant’Andrea, a Siena, per parlare di immigrazione insieme all’assessore alla Sanità e Sociale del Comune di Siena, Anna Ferretti.
L’instabilità politica, la guerra, la minaccia terroristica stanno trasformando la geografia politica ed economica dei paesi del mediterraneo. Nel 2015 sono arrivate in Europa oltre un milione di persone, tra migranti economici e richiedenti asilo, la metà dei quali siriani. Nei primi mesi di quest’anno, secondo l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, gli arrivi in Europa via mare sarebbero vicini alle 200 mila unità. Dati recenti indicano che sarebbero circa 800 mila i migranti in Libia in attesa di attraversare il mare, per venire in Europa.
L’accordo tra la Turchia e l’Unione europea, entrato in vigore da poche settimane, che ha tra gli obiettivi principali quello di ridurre i passaggi sulla rotta marittima tra la Turchia e la Grecia, rischia di rendere ancora più critica la situazione sulla rotta Libia-Italia.
L’Europa, sta vivendo il più grande movimento di popolazione da dopo la seconda guerra mondiale, e la risposta, in molti casi, è stata una chiusura delle frontiere che lascia migliaia bloccati in condizioni disastrose, come al valico di frontiera greca di Idomeni.
Ci sono nazioni che possono credere di poter chiudere le frontiere e limitare l’afflusso, ma il nostro è, come la Grecia, un paese di primo arrivo, che sta pagando in termini economici e politici lo stare in prima linea sul Mediterraneo, anche di fronte all’egoismo dei vicini che che tirano su muri di filo spinato.
Per far uscire l’Europa da questa spirale, il Governo italiano ha lanciato la proposta di finanziare politiche di intervento in Africa attraverso un sistema di indebitamento comune, l’unica strada che responsabilizza tutti gli stati membri e consente di intervenire con efficacia sull’altra sponda del Mediterraneo.
Una responsabilità che deve necessariamente essere condivisa, come lo è già nel nostro Paese, dove tantissimi amministratori locali sono impegnati nel cercare soluzioni per i richiedenti asilo.

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