Formazione: politiche per affrontare le disuguaglianze

Nov 16, 16 Formazione: politiche per affrontare le disuguaglianze

Oggi è stata presentata la nuova edizione di eduscopio.it, il portale della Fondazione Agnelli, che analizza le scuole superiori per come preparano agli studi universitari o al lavoro post – diploma. Più che la classifica sulle singole scuole, strumento utile per studenti e genitori per orientare la propria scelta rispetto agli istituti superiori, credo che i dati di quest’anno ci consentano alcune riflessioni generali. La prima è che le scuole pubbliche si confermano le migliori istituzioni per garantire un percorso di studi post diploma. Con l’eccezione di Milano infatti le scuole “migliori”, secondo la classifica della Fondazione Agnelli, sono un po’ in tutta Italia i licei statali.
La nota negativa è invece il mutamento nella transizione tra scuola ed università che segna un calo delle immatricolazioni di studenti provenienti dagli istituti tecnici e professionali. Dato negativo che prosegue anche nel percorso universitario dove gli abbandoni tra il I e il II anno sono massimi tra gli studenti delle scuole medie professionali e minimi tra gli studenti dei licei. Questo dato ha anche una dimensione geografica e deve farci riflettere perché Siena potrà connotarsi sempre più come città che offre servizi e opportunità creative alla popolazione giovane e studentesca. Sappiamo che la scelta della scuola superiore e del percorso post – diploma è fortemente legata alla situazione economica della famiglia di provenienza dello studente. La formazione è lo strumento principale per garantire la mobilità sociale e richiede quindi politiche in grado di affrontare le disuguaglianze economiche, a cominciare dal diritto allo studio. Nell’ultima legge di Stabilità avevamo stanziato 55 milioni in più per le borse studio. Con la Legge di Bilancio in discussione in questi giorni si rafforza il sistema regionale per il diritto allo studio con un aumento permanente di 50 milioni di euro (da 200 a 250 milioni), si riduce il costo d’accesso all’università per le fasce di reddito più basse, si mettono in campo fondi in grado di garantire gli studi universitari per studenti migliori che si trovano in condizioni economiche svantaggiate.

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