Le scelte sane cominciano a scuola

Lug 20, 16 Le scelte sane cominciano a scuola

Con i colleghi Umberto D’Ottavio e Massimo Fiorio abbiamo presentato una proposta di legge, incardinata in Commissione affari sociali, che prevede la messa al bando dai distributori automatici di alimenti e bevande non in linea con gli standard per una corretta alimentazione. (Qui la proposta di legge)
I disturbi alimentari sono ormai un’emergenza sanitaria anche tra i bambini ed i giovani adulti del nostro paese: i dati internazionali raccolti dalla Associazione Internazionale per lo Studio dell’Obesità mostrano che il 36% dei ragazzi e il 34% delle ragazze sono in sovrappeso o obesi in Italia, rispetto al 23% dei ragazzi e il 21% delle ragazze della media OCSE.
Un bambino in sovrappeso è destinato a diventare un adulto più soggetto a patologie metaboliche, ipertensione, diabete, alterazione dei grassi nel sangue. L’educazione è il primo mezzo a disposizione per promuovere il benessere dei cittadini ed affrontare quella che si prospetta come un’emergenza per il servizio sanitario. Promuovere l’attività fisica e combattere la larghissima diffusione di cibi ricchi di grassi, sali e zuccheri sono alcuni degli strumenti che possiamo adottare e che trovano nella scuola uno snodo centrale.
Nei giorni scorsi ho partecipato all’incontro tra i fondatori dell’associazione Cambiamolamensa e i delegati del ministero della sanità per promuovere l’adeguamento delle linee guida ministeriali per le mense scolastiche, allineandole ai risultati dei più recenti studi scientifici che mostrano chiaramente la relazione tra obesità infantile e consumo di cibi eccessivamente proteici e bevande zuccherate.
Con la legge proposta di fatto si vieta che nei distributori automatici presenti negli istituti scolastici e in altri luoghi pubblici abitualmente frequentati da minori siano siano venduti “alimenti e bevande contenenti un elevato apporto totale di acidi grassi saturi, di acidi grassi trans, di zuccheri semplici aggiunti, di sodio, di nitriti e di nitrati utilizzati come additivi, di dolcificanti, di teina, di caffeina, di taurina e di altre sostanze”. Si prevede inoltre un Tavolo interdisciplinare per stabilire il limite di presenza delle sostanze considerate a rischio.
Non si tratta di proibire il consumo di alcuni alimenti e bevande, quanto di tutelare i nostri bambini rispetto ad un eccesso di offerta di prodotti altamente calorici ed allo stesso tempo di rendere i cibi sani disponibili più facilmente, soprattutto nelle scuole. Poi naturalmente devono essere migliorati ed implementati tutti quei progetti educativi che consentono una scelta consapevole ed una educazione al gusto, che deve necessariamente cominciare nell’età infantile.
Infine, per un territorio come il nostro, dove è fortemente presente una produzione agro alimentare di qualità, significa creare opportunità economiche per le produzioni locali e lo sviluppo della filiera corta.

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