Le debolezze del sistema

Apr 13, 16 Le debolezze del sistema

Il nostro sistema bancario ha delle debolezze, peraltro non troppo diverse da quelle di altri stati europei. Come ha ricordato il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, i crediti in sofferenza si possono aggredire in un orizzonte di tempo ragionevole, ma la strada è molto stretta perché la vigilanza unica limita qualunque spazio di manovra dei singoli stati. In Italia abbiamo un alto livello di crediti in sofferenza che deriva dalla crisi economica e finanziaria che ha colpito imprese e famiglie, tanto che la quota delle sofferenze è passata dal 6% della fine del 2008 a quasi il 18% di oggi. C’è però una differente valutazione sullo stato di salute delle banche da parte dei mercati, tanto che l’indice bancario italiano ha perso in tre mesi il 40% del valore. L’obiettivo è dunque riallineare le quotazioni dei nostri istituti bancari al valore del loro capitale. Per questo serve un’iniezione di fiducia che, visti i limiti all’azione delle autorità nazionali, coinvolge necessariamente i privati. In questo quadro il Fondo Atlante per gli aumenti di capitale delle banche e le sofferenze e’ un soggetto privato e non pubblico. Il presidente dell’Abi ha sottolineato che il fondo potra’ intervenire negli aumenti di capitale delle banche operati “a prezzi assai bassi” nella speranza di evitare la svendita di di istituti italiani, che ora sono valorizzati in maniera non congrua. Questa iniziativa arriva dopo l’accordo raggiunto a gennaio tra Governo italiano e Unione europea su un sistema di garanzia per aiutare le banche italiane a liberare i loro portafogli dai crediti in sofferenza. Un accordo che tuttavia, per diversi motivi, non ha allentato la pressione del mercato sul settore finanziario del nostro Paese. Uno strumento innovativo, anche se di portata per ora limitata, con una dotazione di 5 miliardi di euro, aumentabili fino a 6 miliardi, che però deve fare conti con necessità di ricapitalizzazione e crediti non performing ben diverse. Se la strada è quella giusta, la riflessione dovrebbe però riguardare l’intero sistema di vigilanza unica. Se pensiamo che dall’inizio del 2016 sono calate in maniera considerevole anche le quotazioni di Barclays, Rbs, della francese SocGen, di Deutsche Bank, conciliare la stabilità dal sistema, sostenuta dall’autorità di vigilanza, con la redditività richiesta dagli investitori sembra oggi un obiettivo molto complesso.

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