Le chiavi del nostro futuro

Dic 19, 15 Le chiavi del nostro futuro

Venerdì 18 dicembre abbiamo parlato a Siena, di Istruzione, ricerca, formazione del capitale umano. Vedere tanta gente a Palazzo Patrizi, in un pomeriggio di shopping natalizio, è stata una gioia. Ringrazio tutti per la loro presenza e per i loro contributi, in particolare Davide Faraone, sottosegretario del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca; Monica Barni, vicepresidente della Regione Toscana e Angelo Riccaboni, rettore dell’Università degli Studi di Siena. Io credo che ci siano alcuni segnali importanti di una nuova stagione che si apre anche per l’università, la formazione e la ricerca. Anche nella Legge di stabilità. Penso ai fondi per 1000 nuovi posti di ricercatore tra atenei, da convertire in posizioni di professore associato al termine dei tre anni, oppure a tempo indeterminato per gli enti di ricerca; alla norma in via di sperimentazione per la chiamata diretta di 500 docenti; ai 55 milioni per il diritto allo studio; agli stanziamenti in favore delle attività di ricerca scientifica internazionale, ad esempio nel campo dell’astrofisica e dell’osservazione astronomica. Accanto a questi, ci sono gli stanziamenti per gli istituti più vocati alla produzione di brevetti. Allo sforzo di riforma e di risanamento avviato da molti atenei corrisponderà, sempre più, l’attenzione del governo. Il futuro, anche occupazionale, dei nostri territori passa dalla capacità di creare competenze che possano renderci attrattivi per le imprese. La tutela dei posti di lavoro e di ricerca si fa cercando di anticipare i processi scientifici in atto e con l’attrazione di molte piccole aziende innovative. Per fare ciò occorre anche rafforzare gli strumenti finanziari con cui pubblico e privato possono concorrere al sostegno delle imprese. Per questo occorre capacità di collaborazione tra governo, istituzioni di ricerca e imprese.

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