L’agenda toscana delle riforme

Gen 20, 15 L’agenda toscana delle riforme

Dal Corriere Fiorentino del 20 gennaio 2015

La nostra Regione affronterà nei prossimi mesi passaggi fondamentali, quali l’attuazione della riforma Delrio sul riordino degli enti territoriali, e il rinnovo di Consiglio regionale e giunta. L’ultima assemblea regionale del Pd ha confermato la fiducia al presidente Enrico Rossi, pur lasciando aperta la possibilità di primarie. Queste ultime rimangono infatti il presupposto fondativo del Pd, seppur bisognose di un “tagliando” maturato dall’esperienza degli ultimi anni.
Il prossimo presidente della Regione si troverà ad affrontare una riorganizzazione istituzionale che riguarderà redistribuzione di competenze e razionalizzare di risorse, condividendo alcuni servizi tra ambiti più vasti, come inteso nel progetto di riforma del sistema sanitario in discussione da qualche settimana.
Con la redistribuzione delle deleghe, rimarrà una forte interdipendenza tra gli enti nell’erogazione dei servizi pubblici locali, nella pianificazione e gestione del territorio e nelle attività strumentali al funzionamento degli enti. Questa interdipendenza impone una visione strategica complessiva della Toscana che deve coinvolgere tutti i territori, senza lasciare indietro nessuno.
È verosimile pensare che tutti i Comuni, sull’esempio di Firenze cittá metropolitana, saranno a loro volta chiamati a ragionare in termini di aree vaste, consapevoli delle comuni prerogative e pronti a raccogliere la sfida della riforma, pena il rischio di una marginalizzazione territoriale. C’è bisogno di un progetto che coinvolga l’intera Regione e che punti a rafforzare l’integrazione tra i Comuni e le diverse aree per mantenere le eccellenze presenti sul territorio e fondamentali per il rilancio, anche in vista delle novità europee sui finanziamenti comunitari. La nuova programmazione Ue di investimenti privilegerà la dimensione urbana e le aree rurali, in un’ottica di partenariato e cooperazione.
La crescita passerà da politiche di innovazione che l’UE definisce di specializzazione intelligente. Non esiste una formula magica che funzioni in tutta Europa, o in tutta la Toscana. Si tratta di promuovere le risorse di ciascun territorio, avvalendosi del sapere locale e producendo uno sforzo d’innovazione fondato sulle nuove tecnologie, innalzando la qualità manageriale degli addetti ai lavori. Il sostegno che la Regione potrà dare con agili forme di finanziamento ai progetti più interessanti definirà la capacità di sostenere e rafforzare la politica degli incubatori di impresa e dei distretti di innovazione.
La forza della Regione Toscana è stata, in questi anni, di essere presente nella vita reale dei territori, nelle opportunità come nelle situazioni di crisi. Dobbiamo continuare in questa interazione tra Regione ed amministrazioni locali, che è alla base del benessere diffuso e della coesione sociale dei nostri territori e che può essere conseguita soltanto attraverso una visione condivisa della crescita.

Luigi Dallai, deputato del Pd

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