L’agenda per il 2017

Dic 13, 16 L’agenda per il 2017

Il Governo Gentiloni è il 64esimo della Repubblica. Sarà un governo di stabilitá, che ci porterà alle urne in un tempo verosimilmente limitato, e che dovrà affrontare alcuni passaggi particolarmente significativi.
Il primo, come ribadito da Paolo Gentiloni è quello dell’emergenza terremoto. Migliaia di nostri concittadini affrontano le difficoltá quotidiane di una vita sconvolta dagli eventi sismici di agosto e ottobre scorsi.
L’altra emergenza è quella relativa alla gestione dei migranti, che a maggiore o minore intensità mediatica, continua poichè le cause stanno tutte ancora lì.
E poi la questione economica-finanziaria, quella che interessa anche il Monte dei Paschi, che pure è un tema nazionale. La Banca in queste ore sta affrontando un aumento di capitale con la contemporanea cessione dei crediti in sofferenza richiesto dalla Bce. Il CDA della banca ha riaperto i termini per la conversione delle obbligazione subordinata in capitale, che dovrebbe ridurre l’entitá delle nuove risorse per completare l’aumento di capitale. In questo quadro il Tesoro deve garantire l’investimento dei tantissimi piccoli obbligazionisti, perché non stiamo parlando del salvataggio di banca in risoluzione. Occorre dare un segnale a tutto il settore bancario, che nei prossimi mesi sarà alle prese con nuove cessioni di crediti deteriorati e aumenti di capitale.
Questo governo sará impegnato in una nuova legge elettorale. E’ la chiave per consegnare ai cittadini la possibilità di scegliere che guiderà il Paese. Questa legislatura ha proseguito il proprio lavoro con il compito di proporre una riforma delle istituzioni, riforma, a mio avviso utile ed efficace ma che è stata respinta dalla maggioranza degli italiani. La nostra costituzione ripone nel Presidente della Repubblica il potere di sciogliere le Camere, ma è necessario constatare che il ciclo politico di questa legislatura si è esaurito. E’ dunque necessario condividere con un ampio arco parlamentare una legge elettorale per garantire la rappresentanza delle forze politiche e la vicinanza tra elettore ed eletto. In attesa del pronunciamento della Corte Costituzionale sull’Italicum è utile evitare che su questa questione il Paese resti bloccato per mesi, dando l’immagine distorta di un Parlamento che antepone le propria esistenza all’esigenza di rinnovarsi.
Gentiloni è stato finora a capo della Farnesina, quindi è la persona più indicata per dare continuità all’impegno italiano sul fronte europeo e globale. Nei 1000 giorni del governo Renzi, l’Italia ha riguadagnato una dignità politica sulle scelte europee che non possiamo abbandonare per tornare alla subalternità rispetto dei precedenti governi rispetto ai diktat della commissione.
Per quanto questi ultimi anni ci abbiano insegnato a diffidare dei sondaggi, un primo tentativo di analisi del voto ci restituisce un problema enorme di dialogo con i “giovani adulti”, quella generazione compresa tra i 25 e i 34 anni che terminati gli studi si trova in difficoltà a rivendicare la propria autonomia economica e svincolarsi dalla dipendenza dalla famiglia come invece avviene tra i coetanei europei. E’ la fascia di età tra cui il NO ha raggiunto livelli più elevati. I dati Istat più recenti ci dicono la disoccupazione giovanile è scesa al 36,4% per le persone al disotto dei 25 anni, il valore più basso degli ultimi quattro anni, un dato che però deve essere letto parallelamente al tasso di inattività che cresce nelle classi che cresce di 0,4 punti tra i 15-24enni e di 0,8 punti tra i 25 34enni.
Non si tratta quindi semplicemente di una questione di comunicazione, ma di politiche pubbliche. Abbiamo impegnato risorse enormi sulle decontribuzioni per le nuove assunzioni e riformato il sistema di collocamento, ma queste scelte ancora tardano a tradursi in un cambiamento nella composizione del lavoro e dunque ancor meno nelle cambiamenti della percezione della propria situazione personale e dell’incertezza rispetto al futuro.

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