La violenza che uccide il futuro

Ago 10, 17 La violenza che uccide il futuro

Nel foggiano agguato ad un presunto boss criminale e al suo guardiaspalle; ammazzati due contadini, testimoni accidentali dell’agguato, colpevoli solo di essere al lavoro. Torna attuale, con prepotenza, un tempo poco lontano, fatto di ferocia e disprezzo per la vita, per il lavoro, per il frutto dell’impegno. Tutto sacrificato ad una violenza che uccide il futuro di luoghi che hanno una storia millenaria.
Proprio ieri ricorreva l’anniversario dell’agguato al giudice Antonino Scopelliti, ucciso in Calabria a colpi di fucile a bordo della sua auto, senza scorta, per il suo impegno contro la mafia. Come ci ha ricordato più volte Rosanna, figlia del magistrato, amica e collega, il 70% delle vittime di mafia non ha avuto giustizia, per i loro familiari resta solo il dolore ed il faticoso impegno nella battaglia per la legalità.
E come oggi risulta ancora più chiaro: la questione ci coinvolge tutti, dal magistrato impegnato al lavoratore ignaro. E dunque anche la battaglia per la legalità.

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