La buona politica si fa solo ascoltando

Dic 30, 15 La buona politica si fa solo ascoltando

Intervista alla Nazione Siena di mercoledì 30 dicembre 2015.
FINE ANNO, tempo di bilanci anche per i parlamentari senesi. Il primo con cui lo tracciamo è Luigi Dallai.

Da parlamentare, che anno è stato?

«Il bilancio è sostanzialmente positivo. Siamo riusciti a lavorare per produrre norme nazionali che possono essere molto utili al territorio senese».

Ad esempio?

«Le norme sulle infrastrutture e la viabilità, in particolare il finanziamento della Siena-Grosseto. Ma anche gli interventi in materia di ambiente e protezione dal dissesto idro-geologico. Per non dire delle politiche a favore del lavoro con la stabilizzazione dei precari. Perché sappiamo bene come l’occupazione sia un’emergenza anche per Siena».

Il 2016 potrebbe rappresenta l’anno della svolta per Siena. Partiamo dalla banca.

«Intanto il 2015 si chiude con la positiva notizia dell’accordo sindacale e di ulteriori cessioni di crediti deteriorati. La banca ha un lento e costante percorso di consolidamento. Per recuperare le posizioni occorre lavorare in prospettiva e cogliere i fattori positivi a livello internazionale».

Anche alla luce dei recenti di casa di Banca Etruria, in Italia esiste un problema di dimensioni nel sistema bancario?

«Già da tempo gli osservatori più attenti hanno visto nelle aggregazioni delle banche le modalità per consolidare il sistema di fronte a scenari di crisi. Non a caso stiamo facendo la riforma delle popolari ed è discussione quella del credito cooperativo».

Pariamo di cultura e del Santa Maria. Quanto può incidere per il rilancio della città?

«La cultura è certamente un aspetto fondamentale per Siena e credo che dobbiamo attingere a tutte le risorse disponibili in città e in regione per arrivare a un progetto e una visione quanto più innovativa. Per fare questo servono professionisti capaci con esperienze a livello europeo. Per far bene, inoltre, bisogna saper ascoltare e prendere delle decisioni».

In questa prospettiva la nomina di Calbi a direttore del Sms ti convince?

«E una nomina che andrà valutata nel tempo».

Turismo, un’altra grande partita per Siena e che si lega alla cultura?

«Una città a vocazione culturale deve puntare su un turismo culturale. Questo implica uno sforzo da parte dell’amministrazione e di tutte le categorie per cercare di determinare un’offerta di prodotti e servizi veramente d’avanguardia. Non ci sarebbe niente di peggio che affidarci al mordi e fuggi».

Capitolo Fondazione.

«Per quanto le sarà possibile credo che sosterrà gli enti da un punto di vista economico. Sia nella cultura, con un occhio di attenzione alla musica, sia nel nell’innovazione tecnologica».

II 2015 è stato anche l’anno dei due avvisi di garanzia al sindaco Valentina e del Pd che continua a dire che si può andare avanti…
«Io penso, e l’ho detto altre volte, che si fa buona politica in primo luogo ascoltando. In questa città anche il Pd aveva sviluppato il metodo dei forum tematici che poi è stata ripreso anche se variato in forme diverse. Serve un maggiore coinvolgimento della città perché ci sono competenze diffuse che possono essere coinvolte e molti hanno ancora voglia di dare il loro contributo. Il Pd, come ogni partito, è utile quanto privilegia l’analisi piuttosto delle conflittualità interne che interessano a poche persone e non sono utili a risolvere i problemi. Il mio impegno è cercare che le diverse visioni che esistono possano confrontarsi in maniera civile e produttiva».

di Francesco Meucci

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