Italian Internet Day

Apr 29, 16 Italian Internet Day

Oggi in tutta Italia festeggiamo l’Internet Day, i trent’anni da quando il primo segnale partito dai computer di Pisa, è arrivato alla stazione di Roaring Creek, in Pennsylvania. Qui a Pisa nell’Area della ricerca, all’evento condotto da Riccardo Luna sono presenti, tra gli altri, il ministro dell’Istruzione Giannini; il vicepresidente della Regione Barni; il presidente del Cnr Massimo Inguscio; il direttore dell’Iit-Cnr Domenico Laforenza.
Connettersi, condividere le informazioni e il sapere, è prima di tutto una necessità culturale, legata la bisogno di comunicare con l’altro, vicino o lontano che sia. La sfida di mettere in comunicazione le reti che sono nate negli anni settanta è stata quindi una sfida culturale prima ancora che tecnologica. Fino a poco tempo fa chiamavamo Internet la “rete delle reti” perché permetteva alle reti di computer nel mondo di collegarsi e scambiare dati sotto forma di informazioni binarie. Questa possibilità è legata indissolubilmente ai nomi di Robert Kahn e Vinton Cerf che hanno sviluppato il set di protocolli TCP/IP, rendendoli di pubblico dominio e utilizzabili gratuitamente da tutti. L’Italia si è collegata ad ARPANET trent’anni fa, da un istituto del Cnr di Pisa che allora si chiamava Cnuce. Il Web come lo conosciamo oggi sarebbe arrivato qualche anno dopo, con l’utilizzo del linguaggio http, la nascita dei browser e la vasta diffusione dei personal computer. Eppure qui a Pisa, già nei primi anni ’80 c’era, in alcuni ricercatori guidati dal professor Luciano Lenzini, l’entusiasmo e la voglia di partecipare ad un progetto che avrebbe più tardi collegato miliardi di persone. Entusiasmo che consentì di superare gli ostacoli burocratici ed i limiti dei fondi di ricerca, per arrivare, il 30 aprile del 1986 a collegare il sistema di calcolo dell’istituto Cnuce alla rete di elaboratori Usa denominata Advanced Research Projects Agency Network, come scritto in un documento del CNR dell’epoca.
Oggi a trent’anni di distanza festeggiamo quest’evento. Un piccolo scambio di dati portava l’Italia, terzo Paese in Europa, a far parte dell’antenato di Internet. Uno scambio che oggi è tanto indispensabile quanto scontato e che ha cambiato le vite di tutti noi.

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