Innovazione e ricerca per le imprese toscane

Gen 08, 16 Innovazione e ricerca per le imprese toscane

Da “La Repubblica – Firenze” dell’8 gennaio 2015.
L’intervento del Presidente di Confindustria Toscana, Giuseppe Ponzi, apparso su queste pagine ha meritoriamente posto la questione del rapporto tra imprese e ricerca nella nostra Regione. Nessuna grande impresa italiana risulta tra le prime 10 per investimenti in ricerca a livello europeo e al livello nazionale gli investimenti delle imprese con oltre 500 addetti rappresentano il 62,5% della spesa in ricerca e sviluppo (Istat, 2013). Dunque la dimensione dell’impresa è rilevante e lo è soprattutto in Toscana dove il tessuto imprenditoriale è molto frammentato; qui nel 2013 gli investimenti delle imprese in R&S rappresentavano il 5,9% del totale nazionale, significativamente inferiore al 27,4% della Lombardia o il 13,7% dell’Emilia Romagna.
Considerando settore pubblico e privato, in Toscana, l’investimento in R&S nel 2013 equivale a 368 euro per abitante, ovvero più della media italiana (351 euro), ma meno di quella dell’Unione Europea (542 euro) e soprattutto lontano dai livelli di investimento delle regioni europee ad alta intensità di R&S. A titolo di esempio nell’area di Stoccarda, dov’è forte la presenza del settore auto-motive, sono stati investiti in R&S 2.632 euro per abitante (Eurostat, 2014).
Non è pensabile promuovere l’innovazione del Paese a prescindere dal ruolo del pubblico (stato ed enti locali) e degli asset pubblici dell’innovazione (università e centri di ricerca). Negli anni peggiori della crisi economica alcuni Paesi europei hanno aumentato in maniera significativa la spesa pubblica in R&S in funzione anticiclica, mentre altri Paesi, come il nostro, hanno seguito la strada opposta ed oggi si trovano indietro rispetto a dieci anni fa. Le scelte politiche sono dunque più che mai rilevanti, cosi come lo è un coinvolgimento più forte dei luoghi in cui si fa ricerca, sviluppando la “Terza missione”, intesa come un impegno attivo di Università e centri di ricerca nel trasferimento e valorizzazione delle conoscenze per promuovere l’innovazione. Una missione in cui la Toscana parte avvantaggiata grazie alla presenza di numerosi enti di ricerca di livello internazionale (CNR, INFN, CERM, LENS) oltre agli atenei.
Pubblico, impresa, università: occorre costruire luoghi favorevoli all’innovazione in cui queste tre realtà possano interagire in maniera nuova. Università ed enti di ricerca come luogo della formazione all’imprenditorialità e della produzione della ricerca di base: il pubblico come garante, anche finanziario, del trasferimento della conoscenza e della sua applicazione; le imprese come investitori nella formazione continua e nello sviluppo. In questo processo le regioni e gli enti locali, proprio per la vicinanza al territorio sono chiamati ad un ruolo chiave.
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