Il salto del canguro

Feb 17, 16 Il salto del canguro

Ancora non è chiaro quali saranno i destini del ddl Cirinnà, se si andrà avanti per affrontare il campo minato dai 500 e passa emendamenti, se invece il voto di ieri in Senato porterà a modifiche profonde della legge sulle unioni civili o se infine non se ne farà niente. Quanto accaduto ieri in Senato è la dimostrazione che ancora una volta la tattica trionfa su qualunque principio. Non amo i retroscena, e trovo avvilenti i tanti pezzettini di questa vicenda, ricostruiti come vittoria di questo gruppo, o corrente o sottocorrente. E’ avvilente perché ignorano del tutto il principio che il genitore non biologico possa adottare il figlio del partner; principio giá riconosciuto alle coppie eterosessuali, ma evidentemente impossibile per molti, da accettare per le coppie omosessuali. Ciò che emerge è invece la vittoria delle somma di interessi contrapposti, di manovre di piccolo cabotaggio il cui unico scopo è mettere in crisi il Pd, approfittando delle divisioni al suo interno. Abbiamo vissuto una campagna martellante dove per mesi si è passati senza soluzione di continuità dal dire che la questione delle unioni tra persone dello stesso sesso non fosse una questione rilevante, a dipingere foschi scenari sulla fine della società per come la conosciamo, dimenticando troppo spesso come strumenti di tutela delle unioni civili esistano già da almeno due decenni nella maggioranza dei paesi europei ed anzi sono ormai stati superati in favore di forma più avanzate in Spagna, Francia, Regno Unito, ecc…
L’ultima obiezione in ordine di arrivo da parte del M5S è stata quella di dipingere il percorso legislativo da adottare in Senato come un “artificio costituzionale”. Ora dunque ci si appella alla Costituzione quando si appartiene ad un gruppo parlamentare che fa riferimento da un movimento che non ha uno statuto, non ha alcuna regola di funzionamento democratico del dibattito interno, arriva perfino a portare i propri candidati dal notaio per impegnarli a non dissentire, pena una multa salatissima. I rappresentanti di un movimento che vuole abolire il divieto di vincolo di mandato, quello sì scritto nella Costituzione, che danno lezioni di costituzionalità.
Oggi non ci sono vincitori, ma c’è un partito, il nostro, che ha portato avanti per due anni un percorso sulle unioni civili, lo ha fatto confrontandosi al suo interno e cercando un equilibrio il più ampio possibile in Parlamento. E lo ha fatto anche rischio di tensioni all’interno della maggioranza parlamentare, convinti che almeno in questo frangente, i diritti delle persone vengano prima delle tattiche parlamentari. Non è stato così. L’ultima riprova che chi vedeva nel M5S qualche segmento del DNA della sinistra, chi pensava che i “cittadini portavoce” fossero una naturale e migliore forma evolutiva arrivata con la crisi dei partiti politici, si era sbagliato di grosso.

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