Fidel

Nov 26, 16 Fidel

“Non radendosi la barba si risparmiano 15 minuti al giorno e si guadagnano 10 giorni all’anno da dedicare al lavoro, alla lettura, allo sport, a ciò che si vuole. Poi si risparmia sui rasoi, sapone e acqua calda”.

È l’ironica spiegazione che Fidel Castro utilizzò nella sua autobiografia a due voci con Ignacio Ramonet, per parlare di uno degli attributi più noti dei rivoluzionari. Quella barba così importante che sembra vi sia stato un sofisticato piano della CIA per eliminarla usando sali di tallio. Uno dei tanti piani contro Castro, alcuni veri altri inventati, ben raccontati nel documentario inglese del 2006 dal titolo “638 modi per uccidere Castro”.
Eppure Castro è sopravvissuto “politicamente” a dieci presidenti degli Stati Uniti ed alla fine è stata la “fisiologia inevitabile” a prendersi la vita di Fidel, vissuto abbastanza per vedere il Fratello Raul aprire i negoziati con Barack Obama per la normalizzazione delle relazioni diplomatiche con gli Stati Uniti, per la prima volta da quando furono interrotti nel 1961.
Da ormai dieci anni, per motivi di salute, Fidel aveva diradato le apparizioni pubbliche limitandosi scrivere sul giornale del partito, Granma.
Lascia un’eredità divisa dentro e fuori Cuba, che oggi grazie all’assistenza sanitaria e all’istruzione gratuita è ancora il Paese dei Caraibi con il più alto indice di sviluppo umano. Politiche che non possono far dimenticare i disastri della pianificazione economica e la repressione degli oppositori.
Ci lascia una delle grandi figure del ‘900 che agli occhi di molti di noi, prima ancora che un leader comunista con i suoi lati oscuri, seppur incomparabilmente diverso dagli omologhi dell’Europa orientale, appare come la voce dell’orgoglio dell’America centrale e meridionale, del riscatto di un popolo dallo sfruttamento che finisce per essere esso stesso strumento di oppressione; Fidel è stato il simbolo di un piccolo Paese che per mezzo secolo ha sfidato la più grande potenza del mondo, e l’ha sfidata in particolare sul piano dei diritti sociali quali l’educazione e la sanità. Per poter dare un giudizio intellettualmente onesto su Fidel Castro occorre paragonare la storia recente di Cuba con quella dei Paesi limitrofi, non con quella dei Paesi occidentali. Ed è per questo che la figura del leader dei “barbudos” associata nell’immaginario e nella realtá a quella di Ernesto Che Guevara rimane una delle icone rivoluzionarie del nostro tempo.

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