Europa e Migranti

Dic 11, 15 Europa e Migranti

“In attuazione del sistema europeo comune di asilo, la Commissione europea, il 10 dicembre, ha adottato otto decisioni di infrazione per il mancato pieno recepimento e attuazione del sistema stesso. […] La Commissione ha sollecitato inoltre la Grecia, Croazia e Italia ad applicare correttamente regolamento che prevede l’immediato rilievo delle impronte digitali dei richiedenti asilo e la trasmissione dei dati al sistema centrale Eurodac entro 72 ore.” Così recita il comunicato del Direttorato Migrazione e Affari Interni della Commissione che trovate qui.
Sarebbe facile polemizzare con il freddo linguaggio della Commissione; ma la risposta vera è nell’immagine che vedete qui sotto, e che rappresenta attraverso una serie di grafici dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, ciò che sta accadendo nel nostro mare e sulle coste di quei paesi come il nostro, verso cui la Commissione Europea ha avanzato il primo passo verso una procedura di infrazione.
La risposta più articolata, e dolorosa, è quella che leggiamo nella cronaca tutti i giorni, nel rapporto Unicef dello scorso novembre che spiega come, dall’estate del 2015, il numero di bambini e donne richiedenti asilo sia aumentato costantemente, nonostante l’avvicinarsi dell’inverno. In quelli Eurostat che parlano di 214.000 bambini richiedenti asilo in totale da gennaio a settembre di quest’anno. In quelli della Fondazione Migrantes, annunciati la settimana scorsa, secondo cui i morti nel Mediterraneo sarebbero più che raddoppiati nel 2015 rispetto all’anno scorso, e di questi oltre 700 sono bambini.
Sono risposte che non vorremmo mai dare, che trascendono i regolamenti europei e gli accordi internazionali, ma spiegano bene quanto l’Europa oggi abbia bisogno di politiche migratorie diverse. L’Italia ha deciso di assumersi il proprio ruolo, facendo molto e richiamando gli altri stati ai propri doveri europei, consapevole che probabilmente nemmeno questo sarà sufficiente. Il mondo in cui cresceranno le giovani generazioni sarà profondamente diverso da quello che abbiamo conosciuto, e per interpretarlo correttamente occorrono idee nuove e soluzioni sociali ed economiche forti a tutela delle fasce deboli della nostra società, siano esse nate e cresciute qua, siano esse arrivate per sfuggire condizioni di vita insostenibili.
dati rifugiati

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