Elezioni UK: meglio comprendere che fare pronostici

Giu 10, 17 Elezioni UK: meglio comprendere che fare pronostici

Meno di un anno fa ci siamo interrogati sulla vittoria della Brexit, forse irrazionale, probabilmente non prevista dalla maggior parte dei pronostici. Oggi assistiamo al misero risultato dei conservatori e del successo, purtroppo insufficiente, del Labour. Il partito guidato da Corbyn ottiene un risultato straordinario sia in termini di voti assoluti (il più alto dal 1997) che in termini di eletti in Parlamento (262 seggi, 30 in più dell’ultima legislatura).
Le elezioni anticipate che Theresa May ha voluto fortemente, in virtù di un vantaggio incolmabile nei sondaggi, si sono rivelate un boomerang. Generalmente in tempi di crisi cresce il sostegno dell’opinione pubblica versoi il leader in carica, gli studiosi lo chiamano rally ‘round the flag. Gli attacchi terroristici di Manchester e di Londra avrebbero dovuto giocare a favore di Theresa May, invece è accaduto il contrario: i tagli dei conservatori ai bilanci di polizia e forze armate sono diventati il viatico per mostrare la debolezza del Governo.
Il Labour si è presentato forte di un programma di riforme, non facilmente realizzabili, ma che miravano alla testa, più che al cuore, di quella parte di quei cittadini britannici che hanno visto la propria situazione economica e sociale precipitare negli ultimi anni. Dunque aumento delle pensioni per gli anziani e tasse universitarie gratuite, per tutti, indipendentemente dal reddito, per i giovani. Un milione di britannici tra i 18 ed i 34 anni si sono registrati per votare da quando sono state annunciate le elezioni ed il risultato suggerisce che i giovani elettori, che si sono recati alle urne ben oltre le attese, hanno contribuito alla rimonta del Labour. Tuttavia non è solo una questione di proposte economiche. Il Regno Unito si è recato alle urne dopo settimane di attacchi terroristici che hanno colpito Manchester e Londra, quest’ultima in più occasioni. La sicurezza e soprattutto la percezione di un governo incapace operare in maniera efficace per garantirla hanno indubbiamente contribuito a questo risultato.
Le risposte economiche al malessere sociale diffuso dunque sono importanti; esse costituiscono il terreno coltura senza tuttavia essere scatenanti di un risultato elettorale. Questo risulta senza dubbio dalla combinazione di più fattori, tra cui la percezione della sicurezza e la distribuzione di questa rispetto alla diseguaglianza sociale è forse preponderante. Ovvero di come le scelte politiche garantiscano sicurezza sociale ed equità. Su questo la società inglese, forse più ancora della classe politica inglese, sembra interrogarsi, e su questo le roboanti parole “enough is enough” della Premier Theresa May, suonano vuote rispetto ad una conduzione politica almeno decennale che lascia perplessi.
La proposta di Corbyn, all’inizio considerata “anti sistema” all’interno dello stesso Labour, si è alla fine rivelata efficace, vincendo sulla minaccia dell’instabilità, opponendo l’ottimismo all’austerità, mostrando che è possibile un’altra immagine della Gran Bretagna.

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