Domenica di fuoco

Lug 17, 17 Domenica di fuoco

Una domenica terribile per il nostro territorio. Brucia la toscana dal nord al sud, nelle aree interne, come in quelle costiere. I dati parlano di oltre 100 roghi segnalati in meno di un giorno. Un numero spaventoso: se pensiamo che l’anno scorso nella nostra regione vi sono stati meno di 500 incendi, la giornata di ieri da sola ha visto più di un quinto dei roghi del 2016.
Incendi segalati all’Elba, a Santa Maria a Monte nel Pisano dove il borgo è stato invaso dal fumo, a Capalbio seicento persone sono state evacuate tra spiaggia e campeggio, poi segnalazioni nel pistoiese, nel pratese, nel senese. A Marina di Grosseto le fiamme sono arrivate nel centro abitato, i cittadini sono stati evacuati ed oggi la località balneare si è risvegliata con la bellissima pineta danneggiata e tante auto distrutte.
Sull’Amiata non si ferma l’incendio che da sabato sta mettendo in pericolo Piancastagnaio e dove nell’ultima settimana sono andati in fumo 570 ettari. Anche in queste ore sono impiegati canadair e altrettanti elicotteri.
Ormai al danno ambientale si sta aggiungendo un danno economico enorme alle attività produttive, al turismo ed infine all’incolumità delle persone: molte sono infatti le segnalazioni di intossicazione.
Ci sono le patologie che spingono il piromane all’azione e che rendono difficile l’identificazione dei diretti responsabili, in Toscana negli ultimi quattro anni sono stati solo quattro le persone individuate. Ma c’è anche il calcolo dietro molti incendi iniziati con lo scopo di colpire o mandare segnali a privati ed istituzioni. Ed infine c’è l’incuria, legata agli abbruciamenti in momenti di fortissima siccità (del 10 giugno è in vigore il divieto) o alla semplice cicca di sigaretta che può trasformarsi in un pericoloso innesco.
Nel 2013 abbiamo confermato le pene detentive per chi viene condannato per il reato di incendio boschivo. Ma oltre alla repressione serve maggiore vigilanza, da parte di tutti i cittadini, un migliore collegamento tra le segnalazioni e gli interventi di lotta agli incendi, una continua pulizia e manutenzione del sottobosco.
È innegabile tuttavia che siamo di fronte ad una campagna di aggressione contro il territorio che per numero di casi e per modalità, lascia molte domande irrisolte.

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