Decreto sugli Enti locali e legge antisprechi

Ago 03, 16 Decreto sugli Enti locali e legge antisprechi

Ieri, approvati in via definitiva il Decreto sugli Enti locali e la Legge antispreco. Di fronte alle difficoltà di famiglie ed istituzioni nel far quadrare i bilanci, si adottano alcune misure che concedono respiro finanziario al Paese. Tra queste credo sia giusto ricordare la riapertura per i contribuenti della possibilità di rateizzazione i pagamenti verso Equitalia ed Agenzia delle entrate. Per gli enti locali viene creato un fondo fino a 140 milioni di euro, di qui al 2018, per l’estinzione anticipata dei mutui con Cassa Depositi e prestiti. Per le province si compensa la riduzione dei trasferimenti attuata con la legge di stabilità, attraverso fondi per il riequilibrio dei bilanci, per l’esercizio delle funzioni fondamentali, per il personale in esubero e per la manutenzione straordinaria delle strade.
Si continua a lavorare anche sul necessario rinnovamento del personale pubblico: sono previste una serie di misure che vanno dallo sblocco del turn over per comuni sotto i 10 mila abitanti alla possibilità di stabilizzare le figure professionali che lavorano nei servizi per l’infanzia entro il 2019. Si prevede inoltre, anche per i comuni che non hanno rispettato il patto di stabilità nel 2015, di procedere con il piano straordinario di assunzioni di insegnanti e alla stabilizzazione del personale di asili nido e scuole per l’infanzia. Da sottolineare, infine, anche un fondo di 10 milioni di euro in favore delle famiglie delle vittime del disastro ferroviario di Andria-Corato.
La legge presentata dal Pd contro lo spreco alimentare riguarda un fenomeno che in Italia vale 8,5 miliardi di euro all’anno, e che al livello domestico rappresenta circa il 50% dello spreco generato nell’intera filiera agroalimentare, ma che interessa anche l’utilizzo degli alimenti nel settore pubblico, coinvolgendo nella lotta allo dello spreco le mense scolastiche, aziendali e ospedaliere. Sarà possibile donare il pane nelle 24 ore successive alla produzione e raccogliere i prodotti rimasti nei campi cedendoli a titolo gratuito.
Vorrei ricordare questi strumenti adottati in Parlamento, che nel discorso pubblico spesso restano in ombra, ma che in maniera significativa provano a migliorare la vita dei cittadini.

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