Intervista a La Nazione Siena del 25 giugno 2017

Giu 25, 17 Intervista a La Nazione Siena del 25 giugno 2017

di ORLANDO PACCHIANI

SCANSA L’IDEA di essere a capo di una nuova corrente nel Pd cittadino («forse qualcuno lo ipotizza solo perché sono un rappresentante istituzionale», dice il deputato Luigi Dallai), ma riconosce che esiste un’area che ha pensato e pensa a una nuova logica organizzativa nel partito. Non a caso anche questa settimana sono saltate assemblea e direzione comunale, che avrebbero dovuto battezzare i forum tematici.

I TEMPI si allungano, anche se per Dallai nuove dinamiche ai vertici (il famoso documento con la proposta del vicesegretario, fonte di mille polemiche) avrebbero avuto risvolti soprattutto interni e non legati alle dinamiche elettorali. «Il momento giusto per prendere le decisioni in vista delle amministrative sarà in autunno», spiega.
Che percorso ritiene giusto seguire?
«Prima va compiuta una valutazione dell’attuale amministrazione, come succede ovunque, pesando i progetti realizzati e quelli da compiere».
Scaramelli è sostenitore delle primarie in ogni caso. Lei che ne pensa?
«Senza aver compiuto la valutazione approfondita dell’attuale amministrazione, non credo sia possibile decidere se fare o no le primarie».
Ma quanto influiranno le tensioni interne al Pd?
«Non enfatizzerei i contrasti. C’è chi, come me, pensa che sia necessaria una maggiore operatività e possa accrescere la propria iniziativa politica, più di quanto non accada ora. E c’è chi pensa che si possa arrivare al congresso in una condizione di continuità».
Il vostro timore è arrivare tardi al confronto?
«Non c’è dubbio che i nostri iscritti erano abituati a una maggiore discussione e mobilitazione, ma senza dubbio il partito ora è molto diverso anche per logiche organizzative. Ci sarà comunque spazio per il dialogo ai forum programmatici e partirà il confronto con le altre forze. Serviranno forme più efficaci di quelle attuali e l’esecutivo potrà giocare un ruolo interessante».
Con quali temi forti per il futuro?
«Siena deve riposizionare le proprie linee di sviluppo, puntando su servizi, cultura e formazione, affrontando seriamente e come progetto cardine il tema della dimensione della città. Siamo famosi nel mondo, bisogna provare a dare chiavi di lettura sempre più all’altezza delle sfide che questo ruolo ci impone».

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