Dalla manovra correttiva un segnale di stabilità

Giu 16, 17 Dalla manovra correttiva un segnale di stabilità

Ieri è stata approvata in via definitiva al Senato la manovra correttiva dei conti pubblici che vale 3,1 miliardi sull’indebitamento netto 2017. Forse in molti ricorderanno il decreto per lo stop alle monete da 1 e 2 centesimi, ma c’è molto di più. Tra questi la Web tax “transitoria” che dà il via a nuovi accordi di tipo fiscale con i giganti dell’economia digitale in attesa di un intervento a livello sovranazionale. Lo “split payment” esteso a tutte le società controllate dalle Pa e rimborsi Iva più rapidi per i professionisti. La fine degli studi di settore e l’introduzione degli “Indici sintetici” di affidabilità fiscale. Confermato anche il ruolo di sostituto d’imposta per gli operatori che operano nel mercato degli affitti brevi. Ci sono poi misure espansive come gli 1,3 miliardi in più fino al 2026 per stabilizzare i precari della scuola, che hanno l’obiettivo di mettere in organico di diritto 15 mila insegnanti e risorse aggiuntive per le Istituzioni dell’alta formazione artistica e musicale.
C’è soprattutto il segnale che il nostro Paese manda all’Unione Europea ed ai mercati internazionali, che è quello di un Paese affidabile al livello internazionale e capace di tenere in ordine i conti pubblici. Il Governo Renzi prima e quello Gentiloni poi si sono fatti promotori di un’iniziativa capace di ottenere dall’Europa più flessibilità, non come scusa per rinviare la razionalizzazione della spesa pubblica, ma per ridare respiro al nostro sistema economico. Un’azione che ci consentirà di ottenere dall’Ue nuovi margini di nella legge di bilancio che saremo chiamati a varare il prossimo autunno.

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