Dalla legge di stabilita’ un passo in avanti per garantire la formazione a tanti giovani medici specialisti

Dic 21, 13 Dalla legge di stabilita’ un passo in avanti per garantire la formazione a tanti giovani medici specialisti

“La decisione di destinare 30 milioni di euro per il 2014 e, dal 2015, 50 milioni per le borse di studio dei giovani medici specializzandi è un passo in avanti importante per investire su quelle giovani professionalità che rappresentano il futuro del nostro sistema sanitario nazionale”. Questo il commento di Luigi Dallai, deputato del Partito democratico, in merito allo stanziamento previsto dalla Legge di Stabilità per garantire risorse da destinare alle borse di studio di medici impegnati nel percorso di specializzazione.

“Le risorse inserite nella Legge di Stabilità – continua Luigi Dallai – sono un il contributo che potrebbe aggiungersi ai finanziamenti europei, per i quali il Governo sta lavorando. Si tratta di un significativo passo in avanti, per garantire il percorso di formazione adeguato a tanti giovani medici specialisti. E’ importante tenere in considerazione il fatto che, nei prossimi dieci anni, saranno varie decine di migliaia le figura specializzate che andranno in pensione. Vista l’assoluta importanza di avere medici specialisti per garantire un alto livello di qualità del sistema sanitario nazionale è fondamentale continuare a lavorare per sostenere, da un lato un’adeguata formazione e, dall’altro, l’impegno a razionalizzare le scuole di specializzazione, anche ripensandone la durata”.

“Accogliamo positivamente – afferma Roberto Monaco, presidente dell’Ordine dei medici di Siena – l’approvazione dell’emendamento che garantirà risorse per le borse di studio dei medici specializzandi. Dobbiamo riconoscere al governo di aver fatto uno sforzo importante, anche alla luce del momento difficile e della scarsità di risorse, che non consentono grandi ‘margini di manovra’. Il nostro auspicio è che si possano trovare soluzioni sempre più incisive che consentano a migliaia di medici di scongiurare il rischio di rimanere ‘inoccupati’ mettendo a rischio il funzionamento dell’intero sistema nazionale sanitario. Anche nel nostro territorio, dovremo continuare a lavorare, insieme all’Università, per costruire la figura del medico del futuro. Dovremo saper tenere insieme vari elementi, a cominciare dalla dai reali bisogni dei cittadini, e cercando di trovare le soluzioni migliori per gestire il governo clinico, la medicina di genere, l’integrazione tra ospedale e territorio, la comunicazione e tutti quegli aspetti che possano garantire la migliore qualità dell’assistenza sanitaria

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