Dal governo risposta giusta. Intervista alla Nazione Siena

Dic 29, 16 Dal governo risposta giusta. Intervista alla Nazione Siena

Dalla Nazione Siena del 29 dicembre 2016. Dalla crisi di governo all’intervento dello Stato nel Monte, dalla situazione politica in città fino alle elezioni a Siena nel 2018. La mia intervista a Francesco Meucci.
Onorevole Luigi Dallai come giudichi l’intervento del Governo su Mps?

«Dal Governo è venuta un’azione importante e positiva a tutela del sistema bancario. La cifra stanziata è sufficiente a esigenze di patrimonializzazione ed emergenze di liquidità per quelle banche che ne avessero bisogno. Questa è anche la risposta del Governo alla Bce rispetto ai dubbi sollevati sui parametri utilizzati per valutare il patrimonio di Mps. Di positivo, inoltre, c’è anche l’intervento a ristoro dei risparmiatori. E’ un elemento da ascrivere al merito del governo e delle forze politiche, anche di opposizione, che hanno sostenuto il provvedimento comprendendo la necessita di tutelare risparmio e credito».

C’è fiducia a Roma per il futuro del Monte?

«Sì, perché il Governo e il ministro Padoan hanno risposto alla Bce nella maniera più corretta possibile. Sono stati sollevati dubbi su alcuni parametri, sono stati verificati e presi i provvedimenti necessari. L’ombrello del governo, poi, è più che sufficiente e in linea con quanto altri governi, compreso quello tedesco, stanno facendo con i propri sistemi bancari».

Parliamo della crisi di Governo. Credevi che Renzi si sarebbe dimesso?

«L’aveva detto e l’ha fatto. Il voto è stato sia sul referendum sia politico. Bisogna comunque fare attenzione a non scambiare l’insoddisfazione della gente per alcuni provvedimenti che ancora non hanno prodotto gli effetti voluti con lo sforzo fatto dal Governo per cercare di cambiare le cose».

Come il jobs act…

«La riforma del lavoro è stata pensata per semplificare le tipologie di contratti e garantire maggiormente i giovani. Quello che non ancor funzionato a dovere è l’incrocio fra la domanda e l’offerta».

Veniamo a Siena, città in perenne campagna elettorale…

«Il sindaco Bruno Valentini ha lavorato sin qui dentro grandi difficoltà di bilancio. Adesso ha di fronte un anno e mezzo in cui potrà produrre politiche di spesa e investimenti sulla città. Perciò il 2017 diventa fondamentale per valutare il grado di cambiare passo di questa amministrazione».

Quindi non è ancora il momento di dare un giudizio definitivo su questa amministrazione…

«No, non lo è. Fra un anno sarà il tempo di tirare le somme».

Però continua a mancare un progetto, un’idea di città.

«Questo problema c’è e c’era. Anche se adesso più persone concordano che Siena dev’essere una città della formazione e quindi in grado di offrire servizi di alta qualità. Che non vuol dire soltanto alberghi, bensì scuole di formazione di alto livello, interconnessione con il mondo del lavoro e le realtà più all’avanguardia che ci circondano».

Trovata l’idea bisogna trovare chi è in grado di realizzarla…

«Direi di interpretarla meglio. Cioè trovare persone brave nell’industria più evoluta e nel mondo della ricerca. Secondo me non serve una figura predefinita, ma una squadra di persone innovative».

Il Pd secondo te è in grado di mettere insieme quel squadra?

«Il Pd è stata l’unica forza capace di in questi anni di una conferenza programmatica per delinare un progetto di città. E’ un partito aperto e in grado di dialogare con tutte le forze. Certo, scontiamo gli errori di alcune figure del passato, ma che oggi non hanno più nessun seguito».

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