Conservare e diffondere la produzione scientifica italiana. 90 anni della Biblioteca Centrale del Cnr ‘G. Marconi’

Mag 24, 17 Conservare e diffondere la produzione scientifica italiana. 90 anni della Biblioteca Centrale del Cnr ‘G. Marconi’

“Fondare biblioteche è come costruire ancora granai pubblici, ammassare riserve contro un inverno dello spirito che, da molti indizi, mio malgrado, vedo venire.
Ho ricostruito molto, e ricostruire significa collaborare con il tempo, nel suo aspetto di “passato”, coglierne lo spirito o modificarlo, protenderlo quasi verso un più lungo avvenire; significa scoprire sotto le pietre il segreto delle sorgenti”.

Marguerite Yourcenar, Memorie di Adriano

Le celebri e bellissime parole della Yourcenar ci ricordano che le biblioteche sono fondamentali per la conservazione della memoria. Che la memoria è a sua volta il fondamento di ogni nuova conoscenza. E che memoria ed esperienza collaborano in uguale misura al progredire della conoscenza.
Sostenere le biblioteche e gli archivi è dunque estremamente importante per garantire la trasmissione della memoria ed indirizzare il futuro ed è per questo che penso si debba fare ogni sforzo, pur nelle difficili situazioni economiche di questi ultimi anni, per garantire un sostegno concreto a queste istituzioni.
Penso anche che le biblioteche, così come gli archivi, debbano essere il più possibile aperte verso l’esterno ed inclusive. Ogni diaframma che si pone fra la biblioteca, il suo contenuto, e chi ne dovrebbe poter utilizzare le risorse; ogni divieto, diviene negazione della funzione primaria di strumento di promozione sociale. Che è ciò che rende viva la memoria.
Per questo è da sostenere pienamente ogni iniziativa tesa a rendere maggiormente accessibili le risorse di biblioteche e archivi: digitalizzazione delle risorse, open access, consultazione online, coordinamento fra biblioteche, sono risposte necessarie di fronte ad una platea sempre più vasta ed internazionale che chiede di oltrepassare porte oggi sempre più spesso solo virtuali: che ha bisogno di conoscenza ed anche di memoria.
La responsabilità della Biblioteca Centrale del CNR, istituita nel 1927 per iniziativa di Guglielmo Marconi, allora presidente del CNR, nella conservazione della memoria e nella promozione della conoscenza è grande: con i suoi 90 anni di storia (pochi rispetto a molte altre istituzioni), essa è tuttavia oggi la principale biblioteca italiana della scienza e della tecnica a carattere multidisciplinare ed è il centro di coordinamento dell’intero Sistema Bibliotecario del CNR( che si compone di circa 20 biblioteche di Area di ricerca e circa 80 biblioteche/Centri di documentazione di Istituto, distribuite su gran parte del territorio nazionale.)
Il suo approccio multidisciplinare la rende un punto di riferimento prezioso per diversi ambiti della conoscenza, alcuni dei quali particolarmente sensibili anche per un pubblico di non specialisti: dalle scienze umane ai beni culturali; dall’agro alimentare alla chimica, dall’ambiente alle scienze biomediche, all’ingegneria.
Se conservazione e memoria sono fondanti per la conoscenza, ecco che il ruolo della biblioteca del CNR a supporto della ricerca scientifica risulta evidente. Poter accedere a cataloghi ricchi e multidisciplinari rende infatti più facile il lavoro del ricercatore; e se è pur vero che l’eccesso di informazione può risultare addirittura spiazzante e a volte paralizzante (ricordiamo la frase di Umberto Eco che recita¨ “Una volta un tale che doveva fare una ricerca andava in biblioteca, trovava dieci titoli sull’argomento e li leggeva; oggi schiaccia un bottone del suo computer, riceve una bibliografia di diecimila titoli, e rinuncia.”); in realtà la risposta giusta è che quella ricerca, quel bottone schiacciato, apra gli scaffali di biblioteche sempre più interconnesse e sempre più ricche.
La biblioteca Marconi è ormai da molti anni un punto di partenza importante per tante di queste “navigazioni”. Le auguriamo un futuro di sempre maggiore impegno a sostegno della ricerca e a tutela della memoria.

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