Cinghiali: un piano per affrontare l’emergenza, poi lavorare per dare più valore ad un prodotto del territorio

Gen 17, 17 Cinghiali: un piano per affrontare l’emergenza, poi lavorare per dare più valore ad un prodotto del territorio

Mi sono occupato più volte dell’argomento, sollecitando il Governo a elaborare interventi a supporto delle Regioni con l’obiettivo di prevenire e contrastare il fenomeno.
“I danni provocati da alcune specie di fauna selvatica alle produzioni agricole e la presenza di ungulati nelle aree urbane sono problemi che assumono i connotati di una vera e propria emergenza. Per provare ad affrontarla dobbiamo lavorare per una valorizzazione, culturale ed economica, di ciò che possiamo ottenere dalla presenza massiccia di ungulati”.

“La saltuaria presenza di ungulati anche in aree prossime alla città non è casuale, ma nasce da fattori legati all’habitat e agli interventi apportati dall’uomo, sia all’ambiente che alle specie animali in questione. Per affrontare questa emergenza e quella dei danni all’agricoltura dobbiamo intervenire con piani di abbattimento straordinari e integrare la caccia di selezione con attività di monitoraggio e ricerca per gestire l’emergenza. Alcune esperienze messe in campo in Toscana ci mostrano che andamenti di crescita demografica degli ungulati pluridecennali devono essere affrontati con un approccio diversificato. Il principio dell’abbattimento è fondamentale, e tuttavia da solo non basta. Sul fronte normativo non servono stravolgimenti, ma leggi omogenee a livello nazionale e piani chiari che consentano di intervenire e gestire la fauna selvatica in maniera efficace. E’ necessario, infine, creare intorno al cinghiale una filiera che renda questa carne ‘alternativa’ un prodotto da valorizzare nel nostro contesto economico. Il pericolo, invece, è che si vada nella direzione opposta”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *