Ciao Pietro

Set 27, 15 Ciao Pietro

Ho vissuto solo l’ultimo tratto del PCI, comunque in un’organizzazione giovanile profondamente diversa dal partito. Sono cresciuto politicamente in un altro partito (il PDS) che ad Ingrao non apparteneva più. Oggi che ci ha lasciato, piuttosto che ricordarne la storia, le scelte, le sconfitte, vorrei parlare della sua capacità di ascoltare, sempre. Vorrei ricordare il suo linguaggio attuale perché frutto dell’attenzione a ciò che accadeva nella società, l’essere uomo politico senza parlare politichese, da cui derivava una profonda ammirazione da parte del popolo della sinistra, anche della parte che non condivideva le sue idee.
Oggi si può dire che la capacità di Ingrao di esprimere le proprie opinioni all’interno di un soggetto politico di massa, eppure monolitico, fanno di lui un monumento.
Un monumento all’idea che si può fare politica senza omologarsi, cambiando eppure restando profondamente radicali, un monumento che un giorno di molti anni fa ho trovato lì, di fronte a me, nell’ascensore di Botteghe Oscure, col suo sorriso sornione. Pochissime parole che ti facevano sentire un po’ in imbarazzo e un po’ parte di una storia collettiva troppo più grande di ognuno di noi.

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