Che Siena diventi citta’ delle opportunita’ e della formazione

Mar 23, 16 Che Siena diventi citta’ delle opportunita’ e della formazione

Dal Corriere di Siena di mercoledì 23 marzo 2016.

di Alessandro Lorenzini

SIENA La discussione all’ interno del Pd, il futuro di Siena e le sfide infrastrutturali e di riorganizzazione amministrative. Sono alcuni dei temi che abbiamo affrontato con Luigi Dallai, deputato del Pd.
Nel Pd il confronto interno è sempre molto acceso, a livello nazionale come locale. Cosa ne pensa?
“Spesso sembrano esserci più distinguo preventivi, legati alle culture politiche di provenienza, che differenziazioni sugli obiettivi che ci poniamo.
Sulle misure messe in campo dal governo esiste una larga condivisione anche da chi si pone in alternativa a Renzi, perché il “passaggio” è davvero molto stretto”.
Come valuta l’azione politica del Pd della città?
“Il Pd di Siena fa bene ad occuparsi dei problemi della città e non delle polemiche interne.
È normale che ci siano differenze, e queste devono essere di stimolo a fare meglio.
Siena ha vissuto un periodo di sofferenza e oggi sta cercando di riposizionarsi con un profilo di città della formazione e delle opportunità, soprattutto per i giovani.
È una sfida sul lungo periodo da portare avanti solo con lavoro corale, serio e determinato.
Lo dobbiamo a chi vive qua e a chi si è allontanato per studio o per lavoro.
Soprattutto oggi di fronte a tragedie, come quella spagnola, che coinvolgono giovani e studenti in Europa e nel mondo”.
Cosa intende per città delle opportunità?
“Intendo una città dove i giovani vengano a costruire le loro ambizioni iscrivendosi nelle nostre Università, che funzionano e hanno un valore importante, puntando su un polo musicale di livello internazionale, scommettendo su progetti culturali concreti che diano gambe anche alla ripresa economica e alla creazione di posti di lavoro”.
Pensa a qualcosa in particolare?
“Io penso che l’amministrazione comunale abbia lavorato partendo da oggettive difficoltà di bilancio. Oggi può aprirsi una nuova fase puntando su progetti innovativi, ma anche riprendendo progetti su cui avevano lavorato amministrazioni precedenti: penso al ruolo del Santa Maria della Scala; al rilancio dell’arte contemporanea, alla valorizzazione della Fortezza, a una sinergia tra i Musei della città con quelli del territorio; a una nuova centralità per l’Enoteca italiana. Su questi e altri progetti si deve puntare per ridare a Siena motivazioni e ambizioni alte, ma realizzabili”.
Anche sullo sport Siena sta investendo molto, con eventi e manifestazioni. Che ne pensa?
“Lo sport può essere uno strumento per valorizzare anche aree più periferiche della città, lasciando a Piazza del Campo il ruolo di ‘gioiello’ da utilizzare per eventi veramente di grande portata”.
Lei è tra i primi firmatari del progetto “Io tifo Mens Sana”. Perché ha aderito a questa iniziativa?
“Prima di tutto perché è una bella iniziativa che fa bene alla città, ma soprattutto perché ci sono i tifosi della Mens Sana, da sempre.
Per me il basket a Siena è un elemento di identità forte. Basta guardare i nomi dei sottoscrittori di questo progetto per capire che si tratta di persone che hanno vissuto il basket a Siena almeno dagli anni Settanta in poi. Glorie e miserie degli ultimi anni devono aiutarci a ricostruire una società sana e forte, e la passione dei senesi non si è mai spenta. Le istituzioni devono provare a dare il loro contributo, in vario modo, ed i singoli, allo stesso tempo, possono contribuire a tenere accesa questa passione”.
Dallo sport all’economia. Come ha accolto la decisione di GSK di mantenere a Siena il reparto di Ricerca e Sviluppo?
“Positivamente perché avvalora la qualità e la professionalità di chi lavora nel polo senese. Oggi abbiamo maggiori certezze dal punto di vista occupazionale, ma la concorrenza degli altri centri di ricerca e sviluppo impone di mantenere sempre alta l’attenzione e il livello di attrattività del territorio”.
In questo senso la ‘questione infrastrutturale’ resta determinante per Siena.
“Partiamo dalle emergenze e penso alla Siena-Grosseto. Entro la fine del mese dovrebbe riaprire la galleria di Casal di Pari. Sono partito da qui perché la Due Mari consente un affaccio diretto di Siena alla Superstrada che rompe un fronte di isolamento del territorio. Poi c’è la Siena – Firenze, che significa collegamento con l’Alta velocità e con la mobilità di tutto il Centro Italia. Sull’Autopalio sono stati fatti diversi investimenti, e tuttavia dobbiamo ancora migliorare la manutenzione della strada e cercare di ridurre il traffico, potenziando il trasporto ferroviario. Io mi batto quotidianamente su questi temi in Parlamento, ma sono battaglie dai tempi lunghi e problemi che non si risolvono dall’oggi al domani. L’importante è non mollare e trovare validi alleati”.
Un’ultima domanda è sulla questione della fusione dei Comuni. Qual è la sua posizione?
“Come Pd abbiamo avviato un confronto sui modelli migliori per le esigenze delle amministrazioni comunali. Credo che alcune situazioni favoriscano la fusione, in particolare dove c’è omogeneità di area.
Altre necessitano di modelli, tipo Unione dei Comuni, che possono favorire aggregazioni positive per l’amministrazione. Ci sono poi, in alcuni casi, in cui potrebbe essere utile pensare alla ridefinizione dei confini comunali. E’ una sfida complessa, ma che va affrontata per migliorare il governo dei territori”.
intervista corriere

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