Camera con “Vista Quirinale” II

Gen 29, 15 Camera con “Vista Quirinale” II

Dunque, come avevamo discusso nei giorni precedenti andremo alla prima votazione per consegnare nell’urna una scheda bianca.
Alcune chiacchiere mattiniere del Transatlantico davano per imminente l’accordo con il centrodestra sul nome di Sergio Mattarella, cosa che per il momento non è invece avvenuta. Ma la strategia di Matteo Renzi è chiara e inappuntabile. Il candidato del PD è il giudice costituzionale, il momento per indicarlo rimandato alle votazioni successive alla prima, in modo da consentire a tutte le forze politiche ed in particolare al centrodestra, di valutare adeguatamente le proprie scelte.
La proposta del nome spetta inevitabilmente al Partito Democratico, forza che nei numeri rappresenta circa il 45% dei grandi elettori.
La scelta di Matteo Renzi è stata quella di coinvolgere da subito le diverse anime del PD nella scelta di un nome in cui ognuno potesse sentirsi rappresentato.
Per chi, come il sottoscritto, aveva suggerito il nome di Sergio Mattarella già nel 2013, sulla base delle stesse considerazioni che Matteo Renzi ha illustrato stamani all’assemblea dei grandi elettori, c’è la soddisfazione di veder concretizzata la linea politica di un PD che torna ai suoi valori fondativi.
La biografia di Sergio Mattarella parla chiarissimo, le scelte politiche ne testimoniano l’onestà intellettuale; lo stile e la profondità di queste sono un esempio in un tempo politico in cui tutto sembra sacrificato all’interesse e alle ambizioni immediate.
Vedremo nelle prossime ore se i numeri ci daranno ragione; non vi nascondo l’orgoglio di poter votare per un uomo di formazione politica diversa dalla mia, che incarna valori per i quali ho deciso di fare politica in prima persona.

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