Camera con vista – la crisi del PdL

Le voci e le ipotesi di ieri sera si sono dissolte al momento della dichiarazione di fiducia al governo di Enrico Letta da parte di Silvio Berlusconi in un’aula del Senato pervasa da sensazioni diverse. La legislatura prosegue in virtù del voto di fiducia, ma con basi che sembrano fortemente mutate. Vedremo se i giorni che seguiranno sanciranno la definitiva cesura del Pdl dalla figura del suo fondatore. Il voto di fiducia di oggi è importante perché, come rimarcato dal Presidente Letta, i numeri ci sarebbero stati anche in assenza di un appoggio formale da parte del leader del centrodestra. Il Pdl dominato da Berlusconi, attraversato da fibrillazioni, visioni politiche, strategie molto diverse lascia spazio ad un Pdl composito, in cui sembra possibile intravedere almeno tre anime: una oltranzista a totale copertura dei destini individuali del leader, una probabilmente interessata a ricostruire una prospettiva di centrodestra post-berlusconiano, una interessata a ricostruire una formazione di centro che possa attrarre sensibilità politiche adesso collocate sia nel PD che nel Pdl. Il Presidente del Consiglio ha parlato a viso aperto citando i provvedimenti presi dal governo, e sui quali è lecito avere giudizi differenti. C’è infatti chi pensa che il governo abbia fatto bene, chi pensa al contrario che non abbia fatto granché, chi infine, che abbia fatto il possibile. Un piccolo ma significativo dato sono le più di settemila assunzioni operate oggi durante il “clik day” dalle aziende che hanno beneficiato degli incentivi statali.
Enrico Letta ha posto alla base di un’efficace attività di governo la possibilità di godere di condizioni politiche stabili, e certo non possiamo dargli torto. Ha però aggiunto che non si governa soltanto perché non è possibile andare a votare. Questa è a mio avviso una precisazione che, per come rimarcata, acquista il valore di ulteriore impegno per la riforma della legge elettorale. E dunque diventa una precisazione importante nella prosecuzione di un governo di scopo, formato da identità politiche alternative che si confrontano per un periodo di tempo definito in funzione di un programma circoscritto. Di questo programma la riforma elettorale costituisce parte fondamentale. Sulla spinta di questo voto forse adesso il governo avrà la forza anche per adottare provvedimenti che non solo tamponino le emergenze, ma che cerchino sempre più di invertire una tendenza politica ed economica che in questo paese ha penalizzato le fasce meno protette della società.
In aula si succedono gli interventi degli esponenti dei gruppi parlamentari. Particolarmente incisivo quello del capogruppo Pd Roberto Speranza, che si sofferma sui provvedimenti presi in materia di scuola, ambiente, lavoro, e ringrazia il ministro Carrozza per il lavoro che sta svolgendo a favore del rilancio dell’istruzione pubblica.
Si passa poi alle repliche, e tra queste quella dell’onorevole Cicchitto, a nome di un nuovo gruppo parlamentare che si va a formare. Questa è senza dubbio la novità politica più rilevante della giornata parlamentare. Il voto di fiducia oggi ha dunque implicazioni diverse; a ben vedere queste investono tutte le forze politiche, ad eccezione del Movimento 5 Stelle, che ancora una volta si è sottratto ad un confronto parlamentare di merito.
Luigi Dallai
Deputato del Partito democratico

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