Cambiare le cose

Feb 26, 16 Cambiare le cose

Vorrei sottolineare un filo comune che lega quanto avvenuto ieri nei due rami del Parlamento con due votazioni che mettono un punto fermo su questioni di cui in Italia si discute da vent’anni.

Ieri alla Camera con 218 voti favorevoli, 94 contrari e 8 astenuti abbiamo approvato il testo di legge sul conflitto di interesse. Il provvedimento passa ora al Senato, di fatto abbiamo superato in maniera più stringente le disposizioni precedenti in materia di incompatibilità abrogando la legge Frattini e introducendo il concetto di conflitto di interessi preventivo. I destinatari delle nuove norme saranno i titolari di cariche di governo nazionali; quelli regionali (Presidenti ed assessori); i membri del Parlamento; i componenti di tutte le autorità indipendenti. All’Autorità garante della concorrenza e del mercato, di cui sono ridefinite le modalità di elezione dei componenti, sarà affidata l’attuazione delle nuove disposizioni.

Gli atti e le sanzioni dell’Antitrust saranno sottoposti alla giurisdizione del giudice ordinario. Ai titolari di cariche di governo viene posto un obbligo preciso di scelta in caso di posizioni incompatibili, con tempi più stretti e con un sistema di sanzioni. Si impone poi un obbligo di dichiarazione delle ipotesi di incompatibilità allargate anche ai coniugi, ed ai parenti entro il secondo grado. In caso di conflitto di interesse l’Antitrust è incaricata di disporre l’affidamento a una gestione fiduciaria dei beni. Infine la procedura prevista in caso di conflitto di interessi potrebbe essere applicata anche ai candidati, non solo agli eletti.

Al Senato con 173 voti favorevoli e 71 contrari è stata approvata la fiducia sul maxiemendamento del Governo sostitutivo del testo del ddl sulle Unioni civili. Un passaggio che non lascia pienamente soddisfatti nei contenuti (dopo lo stralcio della stepchild adoption) e nei modi (il Senato non si è dimostrato capace di trovare una maggioranza più ampia sul provvedimento). Dobbiamo riconoscere a questo Governo il coraggio essersi fatto carico di una proposta di legge per evitare che tutto fosse perduto, come è stato per i PACS e per i DICO dieci anni fa, strumenti a mio parere più timidi rispetto a quanto approvato ieri. Qui infatti vengono riconosciuti alle unioni civili tutti i diritti patrimoniali previsti dal matrimonio (l’eredità, il diritto al mantenimento ed agli alimenti, la pensione di reversibilità); quelli di cittadinanza (ricongiungimento familiare, cittadinanza per lo straniero unito civilmente); quelli economici (congedo matrimoniale, assegni familiari a tutte le disposizioni fiscali, imposte di successione e donazione, impresa familiare, graduatorie per l’assegnazione degli alloggi popolari, punteggi per i concorsi e i trasferimenti, trattamenti pensionistici); quelli personali (diritto a ricevere informazioni sullo stato di salute del partner, decisioni sulla salute, sulla donazione di organi, sul trattamento del corpo). Infine sulle adozioni non si chiude la porta alla giurisprudenza che in questi anni che ha riconosciuto in più casi il diritto del minore a mantenere un rapporto stabile con il convivente (anche omosessuale) del genitore biologico.

Cambiare le cose significa arrivare a delle decisioni che migliorino la condizione delle persone e quindi del paese, richiede di fare inevitabili compromessi senza che questi ci impediscano di prendere decisioni. Le votazioni di ieri ci dicono questo: dopo un ulteriore passaggio parlamentare l’Italia avrà una nuova legge sul conflitto di interessi ed una sulle unioni civili. Non mi pare poco!

 

1 Commento

  1. Filippo fiorentini /

    fare qualcosa non vuol dire migliorare! A ridatece Camillo Benso Conte di Cavour, ricco indistriale che ha fatto l’Italia!

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