Attacchi di lupi in Toscana: interrogazione al Ministro dell’ambiente

Mag 17, 16 Attacchi di lupi in Toscana: interrogazione al Ministro dell’ambiente

Dal Corriere di Siena dei martedì 17 maggio 2016.
I danni causati dagli animali selvatici all’agricoltura e agli allevamenti, a partire dagli attacchi di lupi e di ibridi in Toscana e in particolare nelle zone della Maremma e della provincia di Siena. Sono questi i temi al centro dell’interrogazione parlamentare presentata dai deputati del Pd Luigi Dallai e Luca Sani al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio. Gli attacchi degli animali selvatici. “I danni causati all’agricoltura ed alla zootecnia dagli animali selvatici – spiega il parlamentare, Luigi Dallai – hanno assunto negli ultimi anni dimensioni notevoli in tutta la Toscana. Nel 2015, secondo un’indagine del corpo forestale, nella provincia di Grosseto ci sono state 476 denunce di episodi di attacchi di lupi o ibridi, con mille e 210 capi morti (pecore e agnelli). L’incremento della frequenza di questi attacchi sta causando un inasprimento della tensione sociale che ha bisogno di risposte urgenti da parte delle istituzioni e del governo, a partire da misure preventive e di contrasto”. Il fenomeno degli ibridi. “La presenza di lupi, legata alla crescita del randagismo dei canidi anche nelle campagne e nelle zone boschive – continua Dallai – sta causando un notevole aumento del fenomeno dell’ibridazione. In Toscana esemplari ibridi sono stati registrati nel Mugello, nel Senese, nell’Amiata e nel Parco della Maremma. Per contenere il fenomeno il Ministero ha già attivato il progetto “Ibriwolf”, unico nel continente, per identificare e diminuire la presenza di ibridi e cani vaganti nelle zone della Toscana e per salvaguardare l’identità genetica lupo”. Le richieste di Dallai ai Ministero ambiente. “Nell’interrogazione – conclude Dallai – si chiede al Ministero quali sono prima di tutto i risultati ottenuti dal progetto ‘Ibriwolf’ e quali ulteriori interventi urgenti, si intenda intraprendere per garantire un giusto equilibrio tra la presenza del lupo e quella degli allevatori, salvaguardando al tempo stesso le attività di reddito per le comunità locali e la biodiversità”
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