Assumere e investire sul personale medico

Ott 20, 16 Assumere e investire sul personale medico

Dal Corriere di Siena del 20 ottobre 2016. Investire sulle giovani professionalità che già esistono e attrarne di nuove da fuori; rafforzare la collaborazione tra Azienda Ospedaliera e Università, avviare un percorso di ammodernamento infrastrutturale per il Policlinico Le Scotte per renderlo più funzionale alle esigenze cliniche di oggi. Sono queste le priorità per un piano di rilancio del Policlinico senese anche alla luce dei finanziamenti in tema di Sanità che la Regione si appresta a definire sulla base delle cifre contenute nella legge di bilancio.

La ricetta per Le Scotte. In questi giorni il tema della sanità è tornato al centro del dibattito politico nazionale, ma anche regionale e locale. Guardando al Policlinico Le Scotte, dal cui rilancio passa un bel pezzo del futuro del nostro territorio, è chiaro che esiste un problema strutturale, comune alla stragrande maggioranza del patrimonio edilizio pubblico. Occorre ammodernarlo per renderlo più funzionale alle esigenze cliniche di oggi. C’è poi l’esigenza di valorizzare le professionalità che già esistono e magari non hanno ancora un posto ‘strutturato’ in Ospedale e all’Università e attrarre, dove necessario, bravi medici da fuori. Dobbiamo investire su chi oggi è ancora giovane ma maturo professionalmente e abbia la voglia di accettare la sfida di lavorare in un ospedale come il Policlinico delle Scotte, che è importante e adatto, anche come dimensioni, a sostenere attività ‘di routine’ e ricerche di avanguardia. Occorre poi far ripartire le assunzioni e per questo stiamo lavorando, anche da un punto di vista normativo, sui limiti di spesa per il personale degli enti e delle aziende del Servizio Sanitario Nazionale. La collaborazione tra Azienda Ospedaliera e Università, che dovrà essere sempre più forte, ci consentirà di recuperare alcune criticità emerse nel corso degli anni”.
Il dibattito sull’intramoenia. Per quanto riguarda il confronto sulla libera professione, la discussione sull’intramoenia deve prescindere da casi di malcostume che purtroppo ci sono e vanno combattuti e sanzionati. Il dibattito ci riporta al 1997, anno del decreto ministeriale che obbligava ad adottare un regolamento per disciplinare le modalità organizzative di esercizio dell’attività libero professionale intramoenia. I temi, ieri come oggi, riguardano le condizioni di lavoro e la retribuzione del personale medico. Il confronto deve partire dal contratto dei medici, che va adeguato, per quanto possibile, sulla base delle loro responsabilità, rendendo davvero attrattivo il lavoro nelle strutture pubbliche.

corriere 20 ottobre

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