Approvati i decreti attuativi della legge 107

Apr 07, 17 Approvati i decreti attuativi della legge 107

Oggi il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva gli otto decreti attuativi della “Buona Scuola”. Non è stato un percorso semplice e credo che il lavoro di commissione che abbiamo svolto in questi mesi confrontandoci con genitori, studenti, insegnanti rappresenti un passo in avanti importante per ricucire le divisioni in un settore centrale nella vita del Paese. Con questi strumenti si completa il percorso di attuazione di una riforma diventata legge nel 2015 e che con le otto deleghe ci consentirà di costruire un testo unico della scuola.

In sintesi:

  • Sul reclutamento, si stabilisce un nuovo percorso triennale di formazione dei docenti che partirà dal 2018, con concorsi pieni ogni due anni e consentirà ai vincitori un percorso di formazione e tirocinio. Allo stesso tempo si affronta le realtà del corpo insegnante: si valorizza l’esperienza dei docenti abilitati di chi già ha insegnato almeno 36 mesi (la cosiddetta terza fascia) nelle prossime assunzioni.
  • Per ciò che riguarda il sostegno, il decreto sull’inclusione è stato una delle deleghe che ha ascoltato di più le famiglie e gli insegnanti. Il sostegno potenziato prevede 90mila insegnanti fissi, un numero massimo di 20 alunni se in una classe c’è un disabile ed una quota di personale ATA basata sulle esigenze di ciascuna scuola.
  • È prevista la revisione del sistema di formazione professione che, dopo il confronto con le regioni, stabilisce un’offerta formativa e percorsi di formazione specifica attraverso le “Scuole professionali” presenti in tutto il territorio nazionale con undici indirizzi.
  • La delega 0-6 consente da subito un percorso di educazione ed istruzione trasformando un diritto quello che era un servizio a domanda individuale. Una delega molto rilevante perché si fa carico di affrontare fin dall’infanzia le differenze di provenienza dei bambini.
  • Per ciò che riguarda gli esami di stato, dal 2018 la nuova Maturità avrà solo due prove scritte e richiederà di avere la sufficienza in tutte le materie, inclusa la condotta, anche se con una sola insufficienza e con l’accordo dei docenti sarà possibile sostenere l’esame. Resta la prova Invalsi che resta un elemento di valutazione della scuola e non entrerà nel percorso finale dell’esame di stato ma verrà allegato al curriculum dello studente.
  • Sul diritto allo studio la delega prevede maggiori risorse per il diritto allo studio (la cui dote finanziaria salirà da 10 a 30 milioni di euro) ed è previsto l’esonero dalle tasse scolastiche per gli studenti delle quarte e delle quinte Superiori (si parte nel 2018-2019).
  • Inoltre sono state approvate deleghe specifiche sulla promozione e diffusione della cultura umanistica e sul riordino delle scuole all’estero.

La formazione scolastica e post diploma continuano a rappresentare lo strumento principale di mobilità sociale della nostra società. È soprattutto un investimento a lungo termine da cui difficilmente si ottengono benefici immediati viste le risorse investite. In questi anni abbiamo rifinanziato un settore che, come indicano i dati OCSE, tra il 2008 e il 2013 aveva visto una diminuzione della spesa del 14%. Ma non ci siamo fermati alle misure finanziarie, abbiamo cercato di dare una risposta alle esigenze di chi oggi studia e si troverà probabilmente a cambiare mansione o professione più volte nell’arco della propria vita. I profondi cambiamenti economici e sociali che stanno vivendo i paesi avanzati richiederanno di continuamente di acquisire nuove competenze. Allo stesso tempo abbiamo investito perché la scuola continui ad essere il mezzo per affrontare le disuguaglianze siano queste economiche, sociali o legate a condizioni di disabilità.

Qui il video della conferenza stampa

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