Ambiente, geologi: per la difesa del suolo quello che serve è eliminare la burocrazia

Apr 06, 14 Ambiente, geologi: per la difesa del suolo quello che serve è eliminare la burocrazia

Resocnonto dell’iniziativa organizzata a Firenze dall’Ordine dei geologi della Toscana.
Non occorrono nuove leggi per difendere il territorio, serve un riordino della legislazione attuale per evitare sovrapposizioni e conflitti. E soprattutto c’e’ la necessita’ che le norme vengano applicate non solo formalmente quanto piuttosto nella sostanza. Insomma per la difesa del suolo quello che serve e’ eliminare la burocrazia. E’ la richiesta lanciata dai geologi ai rappresentanti toscani alla Camera dei Deputati. ”Quello che ci domandiamo e’ perche’ succedano ancora disastri sebbene le leggi, come in Toscana, ci siano. I problemi nascono con i piani regolatori, con i sindaci impegnati a giustificare perche’ si costruisce in una zona a rischio, perche’ un’area che si allaga ripetutamente poi viene allegramente trasformata in murativa”, commenta la presidente dell’Ordine dei geologi della Toscana, Maria Teresa Fagioli. La richiesta e’ stata fatta durante la tavola rotonda che si e’ tenuta a Firenze all’istituto agronomico per l’Oltremare e alla quale hanno partecipato i tre geologi toscani eletti al Parlamento, Raffaella Mariani, (Pd), Luigi Dallai, (Pd) e Samuele Segoni, (M5S) oltre all’assessore all’Ambiente della Regione Toscana, Anna Rita Bramerini. ”E’ necessario un riordino a livello nazionale in tema di dissesto idrogeologico – continua Fagioli -, una revisione dei principi del patto di stabilita’ con specifiche droghe almeno per le presid_geologi_toscana_maria_teresa_fagiolispese necessarie a risanare le aree dissestate. Ma e’ altrettanto necessario che manutenzione e prevenzione si trasformino in voci prioritarie ed inderogabili di bilancio, sia su scala nazionale sia locale”. Il dissesto idrogeologico e’ la collina che vene giu’, e’ la strada che cede, e’ la scuola costruita dentro l’alveo del fiume e che deve essere delocalizzata. Ma e’ anche, come e’ stato sottolineato durante il convegno, il dissesto idrogeochimico ovvero e’ la Terra dei fuochi o le Marche con l’inquinamento non solo del suolo ma anche delle falde acquifere, un fenomeno meno facilmente evidenziabile. Come ha evidenziato Luigi Dallai. ”Ci deve essere una presa di coscienza rispetto alle ricadute negative dell’inquinamento. Devi capire che poi ti ritrovi tutto addosso”. Dallai ha anche parlato della necessita’ di ”revisione delle agenzie ambientali Ispra con una ridefinzione dei loro campi d’intervento” e di ”inserire lo smaltimento delle copertura di amianto all’interno degli ecobonus con detraibilita’ al 65%”. Di bonus, Geobonus li ha definiti, ha parlato anche Samuele Segoni. ”Una mia proposta di legge prevede agevolazioni per aziende e privati che facciano interventi per la difesa del suolo, un modo per rivitalizzare il settore. Cosi’ come e’ l’obiettivo dell’altra mia proposta di legge che ha avviato l’iter, per svincolare dal patto di stabilita’ quegli enti che sostengono spese in interventi dopo disastri o per la loro prevenzione”. Una uniformita’ di intenti, trasversale alle idee politiche, che e’ stata evidenziata anche da Raffaella Mariani. ”Una delle occasioni che abbiamo e’ il collegato ambientale e i sui due strumenti sul dissesto idrogeologico, tra questi la cabina di regia”. A dover mettere poi in pratica gli effetti degli interventi e’ la Regione Toscana. Che recentemente ha stanziato 60 milioni di euro per la difesa del suolo mentre lo Stato ha finanziato 50 milioni per l’intero territorio nazionale. ”Ogni anno vogliamo fare una lista di interventi da realizzare per la difesa del suolo, la messa in sicurezza, la riduzione del rischio”, ha spiegato l’assessore Anna Rita Bramerini. ”Ho chiesto ai parlamentari di rimuovere il vincolo del patto di stabilita’ per queste opere. Quello che occorre, poi, sono norme piu’ chiare, trasparenti, che evitino passaggi e rimpalli. C’e’ bisogno di semplificazione, di tagliare i tempi intermedi. Per realizzare una cassa di espansione vengono interessati fino a 20 passaggi”. ”Ovviamente – conclude Bramerini – semplificazione amministrativa che non significa deregulation, ma chiarezza su chi fa cosa”.

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