Accrescere le competenze per garantire il lavoro

Ago 12, 16 Accrescere le competenze per garantire il lavoro
Oggi, sabato 13 agosto, sarò ospite dell’iniziativa “Senza lavoro non c’è futuro” organizzata dai Giovani democratici di Follonica, presso il Giardino Casello Idraulico.

In Italia ci sono segnali di ripresa: la disoccupazione giovanile tra i 15 ed i 24 anni è scesa di 2 punti percentuali tra il 2014 ed il 2015, ed in Toscana, nello stesso periodo, si è passati dal 35% al 32%. Questi dati incoraggianti però si scontrano con una distribuzione disomogenea dei nuovi posti di lavoro: nelle province di Siena, Grosseto ed Arezzo, ad esempio, la disoccupazione giovanile è continuata a salire anche nell’ultimo anno. E resta soprattutto ad un livello altissimo rispetto ai dati pre-crisi, in Italia la disoccupazione nella fascia tra i 15 ed i 24 anni è infatti raddoppiata tra il 2008 ed il 2014 e sono aumentati di oltre 5 punti percentuali i Neet, coloro che non sono né occupati né in un percorso di istruzione o di formazione e che si trovano permanentemente svantaggiati nel mercato del lavoro, un quarto dei giovani tra i 15 ed i 29 anni. Per affrontare una questione che riguarda tutto il nostro sistema economico incapace di offrire opportunità adeguate ai nostri giovani, è necessario lavorare su più piani. Formazione e lavoro sono percorsi inscindibili, dunque è necessario farsi carico di tutti quei ragazzi che poco qualificati hanno più probabilità di essere NEET rispetto ai più istruiti, come non occupati che non hanno terminato gli studi superiori, più numerosi in Italia (10%) rispetto alla media dell’area OCSE (6%)”.
Sono necessarie  politiche pubbliche per facilitare l’accompagnamento verso un nuovo impiego, percorso su cui l’Anpal, la nuova Agenzia nazionale per le politiche del lavoro, avrà un ruolo centrale. E’ poi necessario promuovere la formazione ed un migliore utilizzo dalle competenze all’interno delle aziende e della PA: secondo i dati OCSE i lavoratori italiani hanno infatti meno probabilità di lavorare in posti che richiedono un alto livello di specializzazione rispetto ad altri paesi. Anche le imprese devono essere coinvolte in percorso per investire nelle competenze presenti in azienda e nel loro utilizzo, un elemento chiave per far ripartire la crescita della produttività in Italia. Questo deve essere fatto incoraggiando migliori pratiche di gestione aziendale, individuando quelle imprese modello in grado diffondere le buone pratiche e finanziando strumenti per aiutare le aziende a migliorare l’utilizzo della competenze e accrescere la competitività.

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